La particolarità di questo giallo risiede indiscutibilmente nel sapere già da subito chi è l'assassino. Ragion per cui, il lettore non deve scervellarsi nel tentativo di cogliere un passo falso, un banale errore o una meccanica disattenzione che possano scoprire l'oscura trama omicida, perché è già tutto e subito sotto i suoi occhi. Eccolo lì, il serial killer, il cappellaio Labbé, scoperto da un piccolo sarto armeno, che, pur non passando in secondo piano, diventa complementare dell'altro, perché entrambi finiscono con il diventare complici, in quanto unici a sapere la verità e condividerla. Nel 1947 Simenon, nel periodo in cui soggiornò negli Stati Uniti, scrisse il racconto Il piccolo sarto e i cappellaio , da cui trasse una versione sostanzialmente analoga, ma con un diverso finale, che intitolò Benedetti gli umili , e che, tradotta in inglese, vinse il premio per il miglior racconto poliziesco al concorso annuale indetto dall' Ellery Queen's Mystery Magazine . ...