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"Estate a Baden-Baden" presentato da Serenella Barbieri

Estate a Baden-Baden
Leonid Cypkin, Neri Pozza Ed. pag.203

L’autore

Merita un cenno l’autore, che non è molto noto. Leonid Cypkin nasce a Minsk nel 1926, da una famiglia ebrea segnata dalle persecuzioni antisemite del Grande Terrore staliniano. Nel 1957 si trasferì a Mosca dove fu patologo e ricercatore (molti sono i suoi scritti sul suo lavoro), ruolo dal quale venne progressivamente escluso a causa dell’emigrazione del figlio, cosa che a lui e alla moglie non fu mai concessa. Persona taciturna e schiva, l’autore coltivava la passione della scrittura per il cassetto,  secondo un’espressione russa. 

Storia del libro

Estate a Baden-Baden vede la luce nel 1982, a un anno dalla morte dell’autore, stampato a New York su un settimanale di emigrati russi, la Novaja Gazeta. Solo molti anni dopo, quando fu scoperto e recensito da Susan Sontag, raggiunse risonanza internazionale. Ecco in breve la trama del libro. 

Nell’ottobre del 1866 F. M. Dostoevskij, reduce dal successo di Delitto e Castigo, è costretto dal suo editore a scrivere un romanzo in un mese. Per questo assume una giovane stenografa, Anna Grigor’evna, di cui si innamora e in seguito sposa. Con lei, l’ anno seguente, intraprende un lungo viaggio all’ estero, per sfuggire ai creditori. Nell’ estate del 1867, a Baden-Baden (proprio come il Giocatore, suo alter ego), perde tutto al gioco, nel celebre Casino della città, rischiando di perdere anche la moglie Anna. 

Leonid Cypkin narra la storia di quella estate e, attraverso flash back e anticipazioni, la storia della vita di Dostoevskij, intrecciandovi il suo viaggio verso San Pietroburgo per visitare i luoghi dove il grande scrittore era vissuto. 

Estate a Bade-Baden è quindi un romanzo che fonde passato e presente, pensieri dell’ autore, quelli di Dostoevskij e della moglie, eventi biografici e storici in una complessa rete di immagini. 

Infine il libro mette insieme le tragedie di un genio alle prese con una umiliante quotidianità dovuta alle ristrettezze economiche, dovute al suo vizio del gioco e l’ eterno interrogativo dell’ebreo russo Cypkin: quell’inspiegabile avversione verso gli ebrei nutrita da un autore così grande e così tanto da lui amato.

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