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Se una notte d'inverno un viaggiatore - Note di Sandro Tassinari

Italo Calvino

(Santiago de Las Vegas de La Habana, 15 ottobre 1923 – Siena, 19 settembre 1985)

"Dati biografici: io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e Glielo dirò. Ma non Le dirò mai la verità, di questo può star sicura."
Italo Calvino nella lettera a Germana Pescio Bottino, 9 giugno 1964

Intellettuale di grande impegno politico, civile e culturale. Narratore tra i più importanti del secondo Novecento. Ha spaziato sulle principali tendenze letterarie, svolgendo però un percorso di ricerca personale e coerente. Da un lato una grande varietà che riflette il succedersi degli indirizzi culturali nel quarantennio fra il 1945 e il 1985. Dall'altro un razionalismo che riesce ad esprimere ironia, interesse per le scienze e per i tentativi di spiegazione del mondo, con una scrittura pulita e, qualcuno ha detto, classica.


La prima fase va dal 1945 al 1964 e corrisponde al momento in cui l’autore, subito dopo la liberazione e impegnato in campo politico e sociale,  sfiora il Neorealismo e poi lo Sperimentalismo.

Al periodo neorealista corrisponde il romanzo sulla Resistenza, I sentieri dei nidi di ragno, con cui l’autore esordisce nel 1947.  Negli anni dello sperimentalismo de Il Menabò (1959-1967) il lavoro prende due strade: da una parte il filone fantastico-allegorico, con la trilogia de I nostri antenati (Il visconte dimezzato (1952), Il barone rampante (1957) e Il cavaliere inesistente (1959)) dall’altro il filone realistico/sociale con La speculazione edilizia (1958), La giornata di uno scrutatore (1963) e La nuvola di smog (1965) . 

La seconda fase va dal 1964 al 1985. Nel 1964 si sposa a l'Avana, nel 1965 nasce la figlia Giovanna, nel 1966 muore Elio Vittorini, nel 1967 Calvino si trasferisce a Parigi dove inaugura un periodo di meditazione e volge l'attenzione alla scienza e alle tematiche del Postmodernismo. 

Il secondo periodo, legato agli interessi scientifici e semiologici, è segnato dalle Cosmicomiche (1965), Ti con zero (1967) e da un libro ispirato al gioco combinatorio, Il castello dei destini incrociati (1969). 
La vena postmoderna dell’autore, invece, trova voce ne Le città invisibili (1972), in Se una notte di inverno un viaggiatore (1979) e in Palomar (1983). 




Se una notte d'inverno un viaggiatore (1979)

Apprestatosi a leggere un nuovo libro, Se una notte d'inverno un viaggiatore, il Lettore si accorge dopo poche pagine che la storia si interrompe per una cattiva impaginazione del volume, senza che sia possibile procedere. Va alla libreria per reclamare e incontra la Lettrice, Ludmilla, che ha lo stesso problema.  Forniti entrambi dello stesso volume sostitutivo, cominciano insieme la lettura del libro, ma ben presto si rendono conto che quello non è il libro che avevano cominciato. Essendo anche quest'ultimo libro incompleto, i due vanno alla ricerca del finale, imbattendosi in un terzo libro, del tutto differente. La ricerca della conclusione li porta sempre, per i più svariati collegamenti, alla scoperta di libri nuovi ma sempre incompleti. La donna si dimostra essere collegata in qualche modo a Ermes Marana, a capo di una immensa quanto assurda organizzazione segreta che falsifica dei libri d'autore e che assume un'importante parte nella ricerca del "vero" testo dei romanzi, cercato dai personaggi. Superati gli ostacoli, alla fine della loro avventura letteraria, i due si innamorano e si sposano. Il Lettore non riesce tuttavia a completare la lettura dei romanzi ma, a letto con la sposa, prima di spegnere la luce, comunica di avere finito di leggere il romanzo Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino.

I dieci titoli ed una frase aggiuntiva, insieme, compongono l'inizio di un altro romanzo: 
"Se una notte d'inverno un viaggiatore, fuori dell'abitato di Malbork, sporgendosi dalla costa scoscesa senza temere il vento e la vertigine, guarda in basso dove l'ombra s'addensa in una rete di linee che s'allacciano, in una rete di linee che s'intersecano sul tappeto di foglie illuminato dalla luna intorno a una fossa vuota – Quale storia laggiù attende la fine? – chiede, ansioso d'ascoltare il racconto."

Calvino durante una conferenza stampa tenutasi a Buenos Aires nel 1984 disse del libro:
"È un romanzo sul piacere di leggere romanzi; protagonista è il Lettore, che per dieci volte comincia a leggere un libro che per vicissitudini estranee alla sua volontà non riesce a finire. Ho dovuto dunque scrivere l'inizio di dieci romanzi, d'autori immaginari, tutti in qualche modo diversi da me e diversi tra loro."

Alla base del racconto c'è dichiaratamente lo schema a incastro de Le mille e una notte


Tema della MOLTEPLICITA' trattato nella quinta delle Lezioni Americane:

Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio è un libro di Italo Calvino basato su una serie di lezioni preparate in vista di un ciclo di sei discorsi da tenere all'Università di Harvard per l'anno accademico 1985-1986. L'autore ne completa cinque. Fu pubblicato postumo nel 1988. 

Chi è ciascuno di noi se non una combinatoria di esperienze, di informazioni, di letture, di immaginazioni? Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario di oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili.

 

da Italo Calvino, Lezioni americane, 1988
Ogni lezione prende spunto da un valore della letteratura che Calvino considerava importante e che considerava alla base della letteratura per il nuovo millennio. Ogni lezione può essere collegata, per il tema trattato, ad alcune delle opere più famose:

  1. Leggerezza I nostri antenati  e  Il barone rampante
  2. Rapidità Il sentiero dei nidi di ragno
  3. Esattezza Le cosmicomiche  e  Ti con zero
  4. Visibilità Le città invisibili
  5. Molteplicità Se una notte d'inverno un viaggiatore
  6. Coerenza (solo progettata)

Molteplici sono gli incipit, le storie che si avvicendano nella trama. I dieci incipit sono tutti diversi tra loro: con soggetti, ambientazioni e genere diversi; uno è un giallo avvolto nella nebbia, un altro ben determinato e delineato, uno a sfondo politico più d’azione, l’altro dove prevalgono angoscia e tensione, uno a sfondo erotico, uno apocalittico. Tutti però sono romanzi che rappresentano il panorama letterario dell’epoca.

Molteplici sono gli autori e i narratori che si susseguono nei testi e nei vari capitoli, di diverse nazionalità e con diversi stili. Calvino fa di tutto per scomparire come autore reale, si sdoppia, si moltiplica in più io narranti e più scrittori. Affida addirittura Flannery la genesi del romanzo. PAGINA 169 – Capitolo VIII

Molteplici sono i lettori, che si differenziano per il loro diverso approccio alla lettura. C’è il lettore al quale bastano pochi spunti, il lettore razionale, quello che legge per il piacere di leggere, quello per il quale un libro è sempre collegato ad un altro, Il lettore che in ogni libro ricerca quello che ha in mente e che forse ha letto nell’infanzia, quello a cui basta solo il titolo per iniziare ad immaginare, infine il lettore che cerca il senso al di là di ciò che è scritto. Capitolo XI

Molteplici sono le possibilità di scelta lasciate al lettore, in netta contrapposizione con l'atteggiamento passivo ad esempio nei confronti della televisione.

"Prendi la posizione più comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato. Coricato sulla schiena, su un fianco, sulla pancia. In poltrona, sul divano, sulla sedia a dondolo, sulla sedia a sdraio, sul pouf. Sull’amaca, se hai un’amaca. Sul letto naturalmente, o dentro il letto. Puoi anche metterti a testa in giù, in posizione yoga. Col libro capovolto, si capisce."
Il capitolo VIII sembra avere uno statuto particolare all’interno del romanzo, in quanto presenta delle pagine di diario dello scrittore Silas Flannery, scrittore famoso in una fase di improduttività. Nel diario racconta la sua crisi e sono presenti varie considerazioni sul ruolo di scrittore e sul rapporto con lettore. 

In questa figura ritroviamo molte somiglianze con Calvino a partire dalla descrizione della sua scrivania:

"[…] di fronte al mio tavolo è appeso un poster che mi hanno regalato. C’è il cagnolino Snoopy seduto di fronte alla macchina da scrivere e nel fumetto si legge la frase: «Era una notte buia e tempestosa…"
Calvino mette a nudo i meccanismi della narrazione, avviando una riflessione sulla pratica della scrittura e sul rapporto tra scrittore e lettore.   Capitolo V – pagina 80

Il romanzo è sostanzialmente un "gioco" in cui Calvino ostenta in modo quasi provocatorio i suoi "trucchi" di narratore, ma è un gioco serio, quasi drammatico, perché vuole denunciare l'impossibilità di giungere alla conoscenza della realtà. 

Come direbbe Ermes Marana
"la letteratura è un inganno e mostra delle verità più vere del reale"

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