1. Moderno o post-moderno?
La data di nascita del post modernismo è attorno al 1950, a seguito delle guerre mondiali e dei totalitarismi. Differenza tra moderno e post-moderno sono la perdita delle certezze e l’avvento del pensiero debole. In letteratura il post-modernismo si chiede: qual è il mondo in cui viviamo ora che non ci sono più certezze? A questa letteratura appartiene Se una notte d’inverno un viaggiatore. In esso troviamo infatti tutti i valori da cui il post-modernismo è costituito:
- La molteplicità dei mondi con i dieci incipit che, insieme alla cornice, ci forniscono possibilità di diverse letterature;
- Il romanzo che riflette sulla sua stessa creazione;
- La trasgressione dei diversi livelli narrativi, che ci dà la sensazione di perderci nella narrazione;
- Infine, la frammentazione dell’autore che non è più unico, ma diventa esso stesso un personaggio al quale viene attribuito di volta in volta un frammento del libro.
Nonostante queste caratteristiche, Calvino non si lascia ingabbiare del tutto dal post-modernismo, perché le tecniche di narrazione del romanzo tendono alla ricerca della conoscenza, obiettivo sia del modernismo, sia della grande letteratura di tutti i tempi.
La storia di questo romanzo, che io lettore reale (Serenella) sto leggendo consiste nel seguire il Lettore che tenta a sua volta di leggere un romanzo che per motivi diversi continua a interrompersi.
I dieci incipit non sono gli unici elementi narrativi inseriti nel romanzo. Ci sono anche le lettere di un personaggio di nome Marana (nel sesto capitolo), il diario di uno scrittore, Silas Flannery (ottavo capitolo).
I livelli narrativi sono vari e complicati, ma è proprio questa complicazione che rende l’opera affascinante. Calvino sembra fare di tutto per sparire come autore, si sdoppia, si moltiplica e (a pagina 15) dice:
"così come l’autore pur non avendo nessuna intenzione di parlare di se stesso..."
Allora Calvino, non solo inventa più autori, ma da loro un nome, una nazionalità e, attribuisce al personaggio Silas Flannery la paternità del libro.
"Mi è venuta in mente l’idea di scrivere un romanzo fatto solo di inizi di romanzi: il protagonista potrebbe essere un lettore che viene continuamente interrotto..."
In tutto il romanzo ci sono considerazioni sulla difficoltà dello scrivere che, per prima cosa, sono addebitabili all’autore. Infatti Flannery (alter ego di Calvino) dice:
"come scriverei bene se non ci fossi..."
Ecco, Calvino vuole sparire.
2. Il romanzo
Nel romanzo c’è una cornice formata da dodici capitoli, che narra le vicende di un Lettore e una Lettrice, le peripezie di lui e la loro unione. Tra un capitolo e l’altro ci sono i dieci incipit di altrettanti romanzi non finiti. Questi incipit fanno parte di un sistema e agiscono sulla cornice che li determina e ne viene determinata.
Calvino cerca di metterci continuamente fuori strada, introducendo una scena nella scena, facendo sostenere ai personaggi il ruolo sia di attori, sia di spettatori. Ciò provoca straniamento in noi lettori reali che stiamo leggendo il suo libro.
Nota. All’inizio Calvino aveva pensato titoli diversi: Se un viaggiatore, al calar della notte... / una notte senza...poi scelse decisamente un titolo con il se ipotetico che lascia aperte tutte le strade.
Mettendo in sequenza i titoli dei dieci incipit si ottiene una frase di senso compiuto che è in realtà una domanda aperta.
"Se una notte di inverno un viaggiatore, fuori dall’abitato di Malbork, sporgendosi dalla costa scoscesa senza temere il vento e la vertigine, guarda in basso dove l’ombra s’addensa in una rete di linee che s’allacciano, in una rete di linee che si intrecciano sul tappeto di foglie illuminate dalla Luna intorno a una fossa vuota, quale storia laggiù attende la fine?"
I dieci incipit sono tutti diversi tra loro per genere, soggetto, ambientazione, stile. Uno è un giallo avvolto nella nebbia, un altro più delineato, uno a sfondo politico più d’azione, l’altro dove prevalgono angoscia e terrore, uno a sfondo erotico, uno apocalittico. Tutti sono romanzi che rappresentano il panorama letterario dell’epoca. Nonostante le dichiarate diversità, tra gli incipit si possono trovare dei legami, non certo casuali che aumentano il labirinto del romanzo.
Calvino dice del suo romanzo: se un’opera perfetta è quella in cui non c’è nulla da togliere e nulla da aggiungere, questo libro è il contrario della perfezione perché ci può entrare dentro tutto e potrei continuare ad aggiungere roba all’infinito, così come si può togliere o sostituire senza che patisca.
Calvino, sui suoi dieci incipit dice anche che possono essere racconti, sentendosi lui più uno scrittore di racconti che romanziere.
La scrittura degli incipit ha sicuramente risentito delle sue letture. Questi incipit vogliono per prima cosa dare il senso della lettura come era da lui inteso.
Penso che la lettura non sia paragonabile con nessun altro mezzo di apprendimento e di comunicazione, perché la lettura ha un suo ritmo che è governato dalla volontà del lettore; la lettura apre spazi di interrogazione e di meditazione e di esame critica, insomma di libertà; la lettura è un rapporto con noi stessi e non solo con il libro, con il nostro mondo interiore attraverso il mondo che il libro ci apre.
Questo libro è destinato al lettore medio, quello che legge per il piacere di leggere, che si appassiona alla storia, che vuol vedere come va a finire.
Se una notte d’inverno un viaggiatore appartiene alla letteratura romanzesca, che si basa in prima luogo sulla capacità di costringere l’attenzione del lettore su un intreccio, nella continua attesa di quel che sta per avvenire. Calvino ha sempre preferito l’azione, l’avventura fantastica: pensiamo al Barone rampante, al Visconte dimezzato, al Cavaliere inesistente. Sappiamo inoltre che era un grande appassionato di Ludovico Ariosto e del suo Orlando Furioso.
"È evasione il mio amore per l’Ariosto? No, egli ci insegna come l’intelligenza viva anche, e soprattutto, di fantasia, di ironia, d’accuratezza formale, e come nessuna di queste doti sia fine a sé stessa ma come esse possano entrare a far parte d’una concezione del mondo, possano servire a meglio valutare virtù e vizi umani. Tutte lezioni attuali, necessarie oggi, nell’epoca dei cervelli elettronici e dei voli spaziali. È una energia volta verso l’avvenire, ne sono sicuro, non verso il passato, quella che muove Orlando, Angelica, Ruggero, Bradamante..."
Il poema cavalleresco è proprio il romanzesco per eccellenza e Se una notte d’inverno un viaggiatore è il libro romanzesco per eccellenza di Calvino, in cui Orlando e Angelica rivivono nel Lettore e nella Lettrice. Marana e Flannery sono i nuovi paladini. Dall’Orlando furioso Calvino prende anche la concezione dell’iperromanzo con le vicende che si moltiplicano, le digressioni, la coesistenza di stili diversi. Come nell’Orlando anche in Se una notte d’inverno un viaggiatore c’è la tendenza ad allontanare la fine. Questa è anche caratteristica fondamentale di Le mille e una notte che Calvino ben conosce, come vediamo nell’undicesimo capitolo. È quindi la fascinazione romanzesca che permette di continuare a leggere il romanzo e di non perdersi nel labirinto che bisogna conoscere per viverci dentro.
Nota 1
Tra tutti i personaggi, Ludmilla è colei che legge con passione. Molte cose ci fa sapere di lei Calvino: vive sola, ha una sorella, un amico, un ex fidanzato. Conosciamo la sua libreria, la sua cucina. Sappiamo cosa tiene in frigorifero. È lei la vera protagonista del romanzo, capace di non arrendersi in quel labirinto, è in grado di accettarlo, di affrontarlo e trovare soluzioni per non perdersi. È pronta a cercare attraverso la mistificazione (Marana) uno spiraglio di verità. È lei la dimostrazione di come l’abbandono ad una lettura consapevole e la ricerca di vita nella realtà, si incontrano.
Nota 2
Anche l’eros è presente nel romanzo. Ad esempio nell’episodio in cui il lettore, per un errore di rilegatura, è costretto a usare il tagliacarte per leggere. Questo è un gesto altamente erotico.
Nota 3
Per concludere Se una notte d’inverno un viaggiatore è un epilogo di ciò che è stata l’opera di Calvino fin da Il sentiero dei nidi di ragno. Se c’è una cosa certa per Calvino è che il lettore deve divertirsi, ma non impigrirsi. Ecco allora che il recupero del romanzesco diventa fondamentale: c’è sia nella cornice, dove storie inverosimili accompagnano il Lettore, sia negli incipit rappresentati come racconti. In tutto il romanzo si coglie l’angoscia di Calvino verso un mondo che cerca di inglobarci. Ma il senso critico la fa da padrone: bisogna essere capaci di ipotizzare sempre vie d’uscita diverse. Nel libro la via d’uscita è l’amore.
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