Come in altri romanzi di autori naturalizzati americani che raccontano i loro paesi di origine, l’esperienza di migrazione, il sogno americano (praticamente sempre infranto), in “Un paese terribile” troviamo il punto di vista di un autore che si porta dietro un carico culturale doppio. Il romanzo parte da alcuni elementi autobiografici dell’autore per addentrarsi nell’analisi della cultura della “nuova Russia” passando attraverso la “vecchia Russia”, Keith Gessen lo fa servendosi dei due personaggi principali: Andrej dottorando fresco di laurea in letteratura russa, cresciuto in America e sua nonna Seva che è sempre rimasta a Mosca: “Mia nonna Seva viveva proprio in centro, in un appartamento che le era stato dato in premio, alla fine degli anni Quaranta del Novecento, da Iosif Stalin in persona […] L’appartamento di Stalin lo chiamava”. Andrej torna a Mosca con l’idea di raccogliere i racconti di sua nonna e ricavarne informazioni per un articolo che potesse dargli una “spinta” n...