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Proposte per la stagione 2023/24 (I)

Il Signore di S. Franisco e altri racconti 

di Ivan Bunin 

Ediz Adelphi Biblioteca 709 pag 240 E 19 

Quello di Bunin è un «severo talento», si legge nella motivazione del Premio Nobel di cui fu insignito nel 1933 – e in effetti la sua prosa terribilmente precisa, densa, intransigente riesce a essere non menoimplacabile di quella di Čechov. Bunin non racconta solo storie della sua terra: prima del ’17 è stato anche un appassionato viaggiatore, e i paesaggi geografici e umani da lui osservati – soprattutto l’Oriente, dove gli europei possono percepire «un vago sentore della vita, della morte, del divino», e l’Italia, dove ha soggiornato a lungo – si riverberano nei racconti radunati in questo libro, fra i quali il lettore troverà alcuni vertici della sua narrativa. Come Il signore di San Francisco, dove il viaggio per mare di un ricco americano e della sua famiglia evoca con rara intensità il «dolce inganno della vita»; o come Il respiro lieve, prodigiosa miniatura su uno dei temi prediletti da Bunin: quella frenesia «di accogliere nel proprio cuore tutto il mondo visibile e invisibile prima di farne dono a qualcun altro» che si chiama amore.

proposto da Angela Codifava



Quella cosa intorno al collo

di Chimamanda Ngozi Adiche 

Ediz. Einaudi ediz pag 213 E 19

Una ragazza che, grazie all’aiuto di una sconosciuta, scampa a un’esplosione di odio religioso. Un’altra che, costretta al matrimonio, scopre cosa significa nella realtà essere la moglie di un medico in America. Un professore universitario che, incontrando un collega creduto morto da decenni, ripercorre la propria vita segnata dalla guerra . Nelle dodici potenti storie di questa raccolta, Chimamanda Ngozi Adichie illumina senza sentimentalismi ma con matura compassione intime e crude verità di due mondi a lei ben noti, la Nigeria e gli Stati Uniti. In questi racconti Chimamanda Ngozi Adichie delinea lucidamente e senza reticenze patriottiche gli aspetti piú problematici della società nigeriana, attraversata da scontri religiosi, omicidi politici, corruzione, brutalità nelle carceri e maschilismo. Tra senso di smarrimento e piú concreti problemi di soldi e di documenti, risulta però altrettanto chiaro che neppure l’emigrazione assicura una vita felice, nello specifico in quell’America che, seppure tanto vagheggiata, vista da vicino è ben diversa dal paradiso di ordinate villette unifamiliari dipinto in certi film. Gli affetti, i sapori e le usanze di casa continuano infatti a tormentare le protagoniste dei racconti di Adichie, che siano arrivate negli Stati Uniti quasi per caso, sposando un uomo ricco che poi le ha parcheggiate nell’agio di una terra straniera con figli e domestica, oppure dopo aver atteso per anni il ricongiungimento con il compagno. A dare il titolo alla raccolta è la storia di Akunna, una ragazza che vince la Green Card e che, dopo essersi scontrata con la dura filosofia del «dare per avere », ha quello che nell’opinione di molti sarebbe un incredibile colpo di fortuna. Ma liberarsi di «quella cosa intorno al collo», un soffocante senso di solitudine e non appartenenza, è tutt’altra cosa.

Proposta di Angela Codifava



 Il libro I racconti delle donne

 a cura di Annalena Benini 

Ediz. Einaudi pag 260 E 19,50

L’amicizia, l’invidia, l’amore, lo smarrimento, il sesso, la paura, l’ambizione, i figli, gli uomini, le risate, il coraggio. E la libertà: conquistarla, gettarla via, riprendersela in un istante di grazia. Che cosa pensano le donne, a che cosa credono, quante vittorie, sconfitte, speranze e segreti hanno dentro di sé? Quanta rabbia e quanto divertimento? Fuori dal solito affresco di eroine affrante, abbandonate, sottomesse, oppure impossibili e ribelli, c’è un mondo vivissimo, sorprendente e complesso che chiede di essere raccontato, e c’è il movimento mai stanco della scrittura e dell’esistenza. Annalena Benini è andata a cercare, fra i racconti piú belli della narrativa mondiale, i luoghi in cui le donne dicono chi sono davvero, dentro il semplice e inesauribile groviglio dell’essere vive. Dal valzer con un imbranato di Dorothy Parker all’invidia di Kathryn Chetkovich per il fidanzato Jonathan Franzen, dal ricordo del tradimento in Alice Munro al pozzo in cui a volte cadono le donne nella visione di Natalia Ginzburg, fino alla vertigine del suicidio di Saffo secondo Marguerite Yourcenar. È un patto con la verità: non nasconderemo niente, ma è anche la scoperta di un’idea concreta, intima e spietata della realtà e della letteratura.

Proposta di Angela Codifava



 Hemingway, I quarantanove racconti

 Ed Mondadori, collana Oscar Mondadori (12 euro)

Andando dove devi andare, e facendo quello che devi fare, e vedendo quello che devi vedere, smussi e ottundi lo strumento con cui scrivi. Ma io preferisco averlo storto e spuntato, e sapere che ho dovuto affilarlo di nuovo sulla mola e ridargli la forma a martellate e renderlo tagliente con la pietra, e sapere che avevo qualcosa da scrivere, piuttosto che averlo lucido e splendente e non avere niente da dire.» Così, nella prefazione a questa raccolta, Hemingway descrive il suo duro lavoro sulla scrittura, fucina di uno stile inconfondibile. Uno stile asciutto e rigoroso, capace di dare risonanza all'esperienza individuale senza perdere il contatto con gli elementi della realtà che la fondano. I quarantanove racconti, riuniti in volume dall'autore nel 1938, sono stati considerati fin dal loro apparire una delle opere fondamentali di Ernest Hemingway, forse il punto più alto e rappresentativo della sua tecnica narrativa. Accanto a un gruppo di storie che hanno per protagonista Nick Adams - alter ego dell'autore -, spiccano alcuni racconti dall'architettura perfetta, fra cui Le nevi del Kilimangiaro, La breve vita felice di Francis Macomber e Colline come elefanti bianchi.


La raccolta è di circa 600 pagine, ho scelto per la nostra lettura questi racconti:

1 – Breve la vita felice di Francis Macomber (pag. 37)

2 – Le nevi del Kilimangiaro (pag. 27)

3 – Il dottore e sua moglie (pag. 4)

4 – Il grande lottatore (pag. 10)

5 – Il gran fiume dai due cuori (prima e seconda parte pag. 25)

6 – L’invitto (pag 33)

7 – Colline come elefanti bianchi (pag 5)

8 – Un posto pulito, illuminato bene (pag 6)

9 – Le luci del mondo (pag. 8)

10 – Padri e figli (pag 12)


totale 221 pagine.

Proposta di Serenella Barbieri



Cattedrale

di R. Carver

 Ed Einaudi Super ET (12 euro)

12 racconti su libro di 226 pagine


Accostarsi alla scrittura di Raymond Carver è un’esperienza che ribalta la visione del mondo, consentendoti di permeare l’anima dei personaggi che popolano le sue storie come l’acqua s’insinua nelle profondità delle falde acquifere: in modo capillare. Da sempre Cattedrale è considerato il capolavoro dello scrittore americano, una raccolta di storie in cui traspare la visione di un’America – degli Stati Uniti – fatta di pensieri inespressi e rassegnazione, più che di speranza.

Carver racconta piccoli avvenimenti che diventano il punto di svolta, il turning point, dell’esperienza dei suoi protagonisti. Ci si trova catapultati nel bel mezzo di una storia già iniziata, sospesi all’interno di un avvenimento eccezionale che si colloca al di fuori del quotidiano. Anche per questo la sua scrittura affascina e ricorda in maniera particolare quella  degli sceneggiatori. La semplicità di Carver e la sua immediatezza rievocano, infatti, la visione di un film. Scorrendo le pagine si dipanano davanti agli occhi scene e atmosfere che si rincorrono, fino a giungere al loro compimento, senza tuttavia rivelare la conclusione. 

Tutto ciò che non viene espresso attraverso le parole dei protagonisti, ma solo suggerito da sguardi e silenzi, aleggia all’interno delle pagine, prendendo forma. Come durante la visione di un film, siamo introdotti nelle vite dei protagonisti, li seguiamo, attratti nella loro storia, e comprendiamo che c’è qualcosa oltre e che quel qualcosa riguarda anche noi e la nostra condizione.

Così Carver ci trasporta in un mondo diverso, in grado di indicare nuovi squarci dell’animo umano, acuendo la nostra sensibilità. La sua abilità è nel cogliere un istante qualunque della vita di un uomo: una gita in campagna, o l’incontro con un vecchio amico di tua moglie. Sono momenti, attimi, istantanee. E’ come descrivere una cattedrale ad un cieco. L’episodio, che dà il titolo alla raccolta, racconta proprio l’impossibilità di tracciare verbalmente a un non vedente la magnificenza e l’imponenza di queste opere del genio umano.

Proposta di Serenella Barbieri



La ragazza dai capelli strani

David Foster Wallace

Minimum Fax

9 racconti su libro di 302 pagine

Quando fu pubblicata per la prima volta negli Stati Uniti, nel 1989, questa raccolta di racconti confermò David Foster Wallace come astro nascente della nuova narrativa americana: uno di quei rari talenti che, come ha dichiarato la scrittrice Zadie Smith, è magistralmente in grado di «unire testa, cuore e viscere» nella sua scrittura. 

Un libro prodigio che quasi immediatamente è diventato un classico: dagli anni Sessanta di Lyndon Johnson al jazz patinato di Keith Jarrett, dai quiz televisivi ai ranch dell’Oklahoma, dagli yuppies ai punk, dai giovani matematici di Harvard ai proletari della provincia depressa, nelle sue storie Wallace descrive e commenta l’intera cultura americana (e soprattutto le nevrosi, le ossessioni, le passioni e il disagio emotivo di tutto l’Occidente contemporaneo) con un’acutezza e un rigore avanguardistico che ne hanno fatto il caposcuola indiscusso della letteratura post-postmoderna e a distanza di quasi trent'anni mantengono inalterata la potenza di questo libro.

Proposta di Serenella Barbieri


Nemico, amico, amante…

 Alice Munro

Orig. Hateship, Friendship, Courtship, Loveship, Marriage, 322 pagine.

Descrizione (da bis.it): In questa raccolta la Munro conferma le sue qualità narrandoci una manciata di esistenze dove avvenimenti inattesi o particolari dimenticati modificano il corso delle cose. Una cameriera dai capelli rossi, nuova arrivata in una vecchia dimora, viene per caso coinvolta nello scherzo di una ragazzina. Una studentessa universitaria si reca per la prima volta in visita a un'anziana zia e, riconoscendo un mobile di famiglia, scopre un segreto di cui non era a conoscenza. Una paziente giovane e in fin di vita trova un'inaspettata speranza di proiettarsi nel futuro. Una donna ricorda un amore brevissimo e che tuttavia ha modificato per sempre il suo vivere.

Alice Munro:

Canadese (1931), scrittrice di racconti, premio nobel per la letteratura nel 2013. La maggior parte dei racconti di Alice Munro è ambientata nella sua regione natale, il Southwestern Ontario, e indaga le relazioni umane attraverso la lente della vita quotidiana, con uno stile solo ingannevolmente semplice.

Proposta di Olindo Corradini


Gente di Dublino 

James Joyce

(Orig. The Dubliners) 224 pagine. 

Celebre raccolta di racconti sulle esperienze dublinesi dell’autore

Descrizione (da ibs.it) In una Dublino grigia e fumosa, che diviene l’emblema del decadentismo morale delle città occidentali del secolo scorso, le principali fasi della vita umana si dipanano attraverso le vicende di quindici storie: l’infanzia con "Le sorelle", "Un incontro", "Arabia",  l’adolescenza con "Eveline", "Dopo la corsa", "I due galanti", "Pensione di famiglia",  la maturità con "Una piccola nube", "Rivalsa", "Polvere", "Un caso pietoso"; la vecchiaia con "Il giorno dell’Edera", "Una madre", "La grazia" per concludere "I morti", il racconto più celebre. Sono storie di personaggi imbrigliati in un’esistenza greve ma inconcludente; il filo conduttore è quello di narrare le vite di esseri umani frustrati e avviliti, spettatori inconsistenti che, grazie a un’illuminazione o a una rivelazione, tentano di smuoversi dalla loro immobilità, senza però riuscirci.

L’essenza e lo stile di Joyce sono raccolti in un capolavoro letterario che, dopo un tribolato percorso, venne pubblicato nel 1914. Quindici racconti, solo all’apparenza anonimi e ordinari, tra le righe dei quali emergono sentimenti complessi e riflessioni profonde.

James Joyce

Irlandese di Dublino (1882-1941), possibilmente uno dei migliori scrittori del XX secolo.

Proposta di Olindo Corradini



Il figlio del lupo. Racconti dal profondo nord

Jack London

(Orig. The Son of the Wolf: Tales of the Far North) 120 pagine.

Descrizione (da ibs.it) Pubblicato nel 1900, "Il figlio del lupo" è la prima raccolta di racconti di Jack London. L'autore, allora poco più che ventenne, veniva da anni di fallimenti prima come scrittore e poi come cercatore d'oro nel Klondike. I 9 racconti pubblicati tra il 1899 e il 1900 gli diedero però la fama e fecero scoprire il suo talento nel descrivere i territori di frontiera del profondo nord in cui ambienterà, di lì a pochi anni, i suoi capolavori. 

Jack London

San Francisco (1876-1916). Scrittore, giornalista e drammaturgo statunitense. Autore di notissimi romanzi quali ‘Il richiamo della foresta’, ‘Martin Eden’, ‘Zanna Bianca’,… La sua vita fu caratterizzata da attività e interessi personali diversi, coerenti con uno stile di vita vagabondo: fece lo strillone di giornali, il pescatore clandestino di ostriche, il lavandaio, il cacciatore di foche, il corrispondente di guerra (guerra russo-giapponese), l'agente di assicurazioni, il pugile, il coltivatore e il cercatore d'oro, prima di realizzarsi, dopo innumerevoli tentativi, come scrittore di successo.

Proposta di Olindo Corradini


La malora 

Beppe Fenoglio

(racconto lungo)


La malora è pubblicata nel 1954, due anni dopo I ventitre giorni della città di Alba.La vicenda, ambientata nelle Langhe, rievoca il mondo contadino dei primi anni del Novecento; ma la dimensione storica è poco significativa, perché Beppe Fenoglio conferisce ai personaggi, pur drammaticamente vivi, un carattere simbolico. La “malora” è la malasorte che colpisce una terra avara, abitata da persone prostrate non solo dalla miseria, ma anche dalle ingiustizie della condizione umana.

Proposta di Silvia Piefermi



Tutti i  racconti

Beppe Fenoglio

Oltre alle storie partigiane, sette in tutto, il cui nucleo tematico fu inaugurato dai Ventitre giorni della città di Alba, la parte piú cospicua del volume è costituita dai racconti «langhigiani», che tra vari progetti occuparono Fenoglio prima e dopo il Partigiano Johnny. Dietro ad essi sta l’enorme lavoro dello scrittore piemontese, dai primi anni Cinquanta fino ai suoi ultimi giorni: i personaggi e le vicende raccontati riportano a un paesaggio esistenziale che, attingendo a una memoria parentale o collettiva, rivela stralci di vita di una provincia per sempre perduta.


Proposta di Silvia Piefermi



 I racconti 

Antonio Delfini

Nonostante abbia avuto mentori autorevoli - da Pannunzio a Montale, da Pasolini a Garboli - Antonio Delfini resta autore appartato e inafferrabile. L'eterno dilettante di talento, «eccentrico sia rispetto all'avanguardia sia rispetto alla tradizione» come scrive Roberto Barbolini nella sua introduzione, ha giocato a confondere vita e scrittura in un azzardo continuo, sino a fare della letteratura un surrogato dell'esistenza e a trasformare in racconto la propria tormentata biografia Sul fondale incantato della sua Modena, la Modena degli anni Trenta, reale e immaginaria al tempo stesso, l'autore proietta le sue stravaganze di dandy di provincia, l'amarezza degli amori solo vagheggiati, la rabbia peri sogni infranti. Sono pagine che restituiscono la freschezza e la felicità vagabonda della scrittura di questo eterno puer, la voce tenera e straziata dell'uomo disperato e pieno di grazia che fu Antonio Delfini.


Proposta di Silvia Piefermi

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