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Lezioni di Ian McEwan

Relazione presentata da Serenella Barbieri 

Sulla Lettura, inserto del Corriere della Sera del 9 aprile 2023 Sandro Veronesi esordisce dicendo che Lezioni di Ian McEwan è il romanzo più importante, più necessario, più bello che sia comparso in questo (quasi) primo quarto di secolo. Anche secondo me è un bel libro ma mi vengono in mente altri libri che ho amato molto: quelli di Roth, quelli della Robinson, di Cormac McCarthey, di Javer Marias. Sono invece d’accordo con Veronesi quando dice che Lezioni non è solo un romanzo ma un vero e proprio monumento al romanzo.

Non vi compare la minima ritrosia a servirsi delle convenzioni e delle tecniche del romanzo tradizionale. La scrittura che utilizza è magistrale, libera da aridi sperimentalismi. La sua forma, la
sua mole, la sua ricchezza di temi e di dettagli dialogano direttamente con quelle dei grandi romanzi del Novecento e dell’Ottocento, senza mai risultare forzate o ideologiche o inattuali. Come ho detto, è un bel libro, tra quelli più belli che McEwan ha scritto, accanto a Espiazioni, Bambini nel tempo ...

Lezioni è una storia che racconta la vita di un personaggio (Life Long Novel) dalla nascita fin verso la fine (McEwan ha 75 anni). È anche la storia di una generazione che ha avuto la convinzione di aver partecipato alla Storia con la S maiuscola arrivando poi ha capire che la Storia è sempre altrove, al tavolo dei grandi della Terra. A noi, in questo caso ai personaggi del libro, restano le più prosaiche (apparentemente) questioni d’amore, di sesso, di famiglia, di malattia, di morte, “la nostra vita privata”.

In una intervista su Robinson, inserto di Repubblica del 25 febbraio 2023, alla domanda “diresti che Lezioni è un libro autobiografico?” McEwan risponde “c’è molto di me in Roland, è più o meno la persona che sarei stata se non avessi fatto lo scrittore. Non volevo fare un lavoro. Ho sempre desiderato farmi trascinare dalla corrente”.

Alcuni punti autobiografici ci sono, li ho colti anch’io. Il più vistoso è il ritrovamento del fratello germano, che avviene sia nella vita reale che nel libro. Il fratello, che si chiama in realtà Dave Shart, dopo anni di ricerca, è riuscito a trovare il fratelli Ian. La madre vera si chiama Rose, nel libro Rosalind.
Nelle 600 pagine di Lezioni c’è veramente tutto: l’esistenza inquieta di un adolescente che scopre il sesso prendendo lezioni di piano, le aspettative deluse di un marito abbandonato, la crescita del figlio da solo, l’incontro con un nuovo amore e un nuovo matrimonio, l’arrivo della vecchiaia e il piacere di avere dei nipoti.

Il percorso della sua vita è inserito nei grandi eventi storici del ‘900: dalla guerra fredda alla crisi dei missili sovietici a Cuba, dal disastro di Chernobyl alla caduta del Muro di Berlino, dalla guerra nei Balcani all’11 settembre 2001, fino ad arrivare ai fatti più recenti come la Brexit, la pandemia e la post-pandemia.
Accanto a Ronald, protagoniste importanti del libro sono le donne. La madre Rosalind, che ha vissuto soggiogata dal marito militare e dal senso di colpa che le viene da un segreto che porta dentro e che alla fine sarà svelato. L’insegnante di pianoforte, Miriam Cornell, che abuserà di lui tredicenne.

Il giovane diventa vittima inconsapevole della donna. Questo evento segnerà la sua vita: gli impedirà di continuare gli studi e smetterà di alimentare il suo talento musicale.

La moglie Alissa, che dopo averlo sposato e soprattutto dopo la nascita del figlio, lo abbandonerà per seguire il suo desiderio di diventare scrittrice (lo diventerà, anche molto famosa).

Roland non diventerà né un grande pianista, né un grande poeta, né un grande tennista, ma crescerà il figlio e un po’ avanti nel tempo, incontrerà un’altra donna; Dafne, che lo farà felice. Invecchierà con la sua famiglia allargata, avrà il piacere di avere una nipote (altra donna), Stefanie. Io ho inteso Lezioni anche come romanzo sull’amore, dove due modi di amare si contrappongono. Essere felici senza dare tanta importanza agli altri, facendo dei desideri del sé il centro incontrastato della propria vita, oppure cercare la felicità facendo felici gli altri, relegando se stessi alle gioie silenziose e invisibili della cura per gli altri.

Lezioni avvalora la tesi che il Romanzo sia la forma artistica che ancora oggi rimane quella maggiormente in grado di rappresentare la società e quello che si agita dentro le coscienze degli uomini.

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