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La ragazza dai capelli strani di David Foster Wallace - Note di Serenella Barbieri

Brevi note sulla breve vita dell’autore

(da Wikipedia)

David Foster Wallace nacque ad Ithaca, città situata a 400 km da New York, il 21 febbraio del 1962, figlio di James Donald Wallace e di Sally Jean Foster. Visse a Champaign, nell'Illinois, fino alla quarta elementare per poi trasferirsi a Urbana, dove frequentò la Yankee Ridge School. Iscritto all'Amherst College, la stessa università del padre, vi si laureò nel 1985 in letteratura inglese e in filosofia, con una specializzazione in logica modale e matematica, per poi frequentare il primo semestre del corso di filosofia presso l'Università di Harvard, che abbandonò alla fine del 1989 dopo il ricovero alla clinica psichiatrica McLean's.

La sua tesi sulla logica modale, intitolata Richard Taylor's 'Fatalism' and the Semantics of Physical Modality (soggetto del saggio del 2008 del The New York Times Consider the Philosopher) fu premiata con il Gail Kennedy Memorial Prize. Nel 1987 ottenne un Master of Fine Arts in scrittura creativa alla University of Arizona. Insegnò alla Illinois State University per gran parte degli anni novanta e nell'autunno del 2002 diventò professore di scrittura creativa e letteratura inglese al Pomona College, in California.

Il suo romanzo d'esordio, La scopa del sistema, si ispira alla sua seconda tesi universitaria ed uscì nel 1987. La critica notò subito il talento di Wallace che, a soli venticinque anni, si distingueva per lo stile ironico, complesso e acuto e nello stesso anno fu insignito del Whiting Award nella categoria "Narrativa" del valore di 25000 dollari. Nel 1989 uscì negli Stati Uniti La ragazza con i capelli strani, una raccolta di racconti che tocca temi tipici di Wallace e fu considerata un suo manifesto poetico e stilistico.

Il secondo romanzo, Infinite Jest, uscì nel 1996 e fece diventare Wallace un autore di culto internazionale. Nel 2005 la rivista Time lo incluse nella lista dei cento migliori romanzi di lingua inglese dal 1923 al 2005. Il romanzo, considerato il capolavoro dello scrittore statunitense, descrive la complessità della società contemporanea: le difficoltà nei rapporti interpersonali, l'uso delle droghe, il ruolo sempre più importante del mondo dello spettacolo, dei media e dell'intrattenimento, l'esasperata competizione sociale raccontata attraverso il tennis, sport praticato a livelli agonistici dallo stesso autore.

Definito dal New York Times un "Émile Zola post-millennio e "la mente migliore della sua generazione", la critica lo ha spesso paragonato ad autori celebrati come Thomas Pynchon, Don DeLillo, Vladimir Nabokov e Jorge Luis Borges.

Morte

Secondo il padre di Wallace, David soffrì di depressione per oltre vent'anni e solo la cura a base di antidepressivi che seguiva gli permetteva di essere produttivo. Gli effetti collaterali dovuti ai farmaci che assumeva lo indussero, nel giugno 2007, ad interrompere la terapia a base di fenelzina, con il benestare del proprio medico. La depressione si ripresentò e Wallace sperimentò altre cure, inclusa la terapia elettroconvulsivante. Infine tornò ad assumere fenelzina, ma questa non gli faceva più effetto. Il 12 settembre 2008, a 46 anni, Wallace scrisse un messaggio di addio di due pagine, corresse parte del manoscritto di Il re pallido e si impiccò ad una trave di casa sua, a Claremont, in California. Il corpo fu rinvenuto dalla moglie, Karen Green.

La ragazza dai capelli strani

Introduzione

Quando il libro fu pubblicato per la prima volta, nel 1982, David Foster Wallace si confermò astro nascente della nuova letteratura americana. Un talento raro che unisce testa cuore e viscere nella sua scrittura. Il libro è diventato presto un classico, nonostante le raccolte di racconti siano un genere bistrattato e relegato ai margini della letteratura.

L’autore, a prologo del libro, scrive questa avvertenza.

questi racconti sono invenzione pura al 100 per cento. In alcuni di essi i nomi di figure pubbliche “reali” vengono proiettati su personaggi di fantasia in circostanze di fantasia. Ovunque vengano usati nomi di personaggi del mondo della politica, dell’imprenditoria e dei media, tali nomi vogliono solo denotare figure, immagini, la materia di cui sono fatti i sogni collettivi. Non denotano vere e proprie persone vive, defunte o in altre condizioni, né presuppongono il possesso di informazioni private sul loro conto.

I racconti

(da Wikipedia)

Nell'edizione americana, il volume è composto da dieci racconti; in Italia, l'ultimo racconto Verso Occidente l'impero dirige il suo corso (Westward the empire takes its way) è stato pubblicato dalla minimum fax come romanzo breve a sé stante. Piccoli animali senza espressione (Little expressionless animals).

Racconto che apre la raccolta, narra di una ragazza lesbica che partecipa al noto quiz americano Jeopardy! negli anni '80, conseguendo la più lunga striscia di vittorie del programma. Nel frattempo, ha una relazione con una delle autrici del quiz. Più in generale, è una riflessione sul ruolo della tv nella società statunitense.

Per fortuna il funzionario commerciale sapeva fare il massaggio cardiaco (Luckily the Account Representative Knew CPR)

Racconto del salvataggio di un amministratore esecutivo colpito da infarto effettuato da un funzionario commerciale nel solitario parcheggio sotterraneo della sede della loro compagnia.

La ragazza dai capelli strani (Girl with curious hair)

Un giovane avvocato repubblicano racconta in prima persona la sua amicizia con un gruppo di punk losangelini, soffermandosi soprattutto su una serata da loro trascorsa a un concerto di Keith Jarrett e abbondando in dettagli sulle sue tendenze sadiche.

Lyndon (Lyndon)

Si racconta la carriera politica di Lyndon Johnson, presidente degli Stati Uniti tra il 1963 e il 1969, dal punto di vista di un suo stretto collaboratore omosessuale.

John Billy (John Billy)

Viene raccontata la storia di Chuck Nunn Junior e della sua vendetta nei confronti del possessore di un ranch rivale in Oklahoma.

Da una parte e dell'altra (Here and there)

Un ragazzo e una ragazza forniscono la loro versione sulla loro storia d'amore.

La mia apparizione (My appearance)

Un'attrice è ospite del Late Night with David Letterman, dopo che il suo marito, produttore televisivo, l'aveva addestrata per questo.

Dire mai (Say never)

In un circolo di ebrei a Chicago, un uomo confessa il suo adulterio.

È tutto verde (Everything is green)

È il racconto più breve della raccolta: un uomo e una donna discutono del loro matrimonio in chiave intimista.

Si va quindi dagli anni ’60 di Lyndon Johnson al Jazz patinato di Keith Jarrett, al talk show dissacratorio di David Letterman, dai quiz televisivi ai ranch dell’Oklahoma, dagli yuppies ai punk, dai giovani matematici di Harvard ai proletari delle province più depresse.

Nei suoi racconti Wallace descrive e commenta l’intera cultura americana: le nevrosi, le ossessioni, le passioni e il disagio emotivo di tutto l’occidente contemporaneo.

Nel racconto non c’è una struttura convenzionale. La storia si presenta, si mostra, si dispiega. Quando David Foster Wallace scrive, scrive di qualcosa che tutti noi conosciamo, ma il suo punto di vista è più che accattivante, è irresistibile.

DFW, in alcuni passaggi, come in alcuni racconti di questo libro, sfida la capacità di “saper leggere” del lettore, di tenere duro; e non perché la sua sia una scrittura difficile, inaccessibile. In effetti, DFW passa per essere uno scrittore “complesso”, e in un certo qual modo lo è: per i lunghi voli pindarici, per le riflessioni talvolta portate all’ossessione nell’approfondimento, ma è anche portatore di una letteratura chiara, comprensibile, certamente non scontata né banale, né semplicistica, ma comunque tutto fuorché incomprensibile a chi legge.

Tutta la sua passione e cura nella scelta delle parole, l’utilizzo sempre ricercato per ottenere il massimo risultato di comprensione, sembra rivelare proprio il desiderio di comunicazione dello scrittore. Se dunque lo si vuole definire difficile è anche perché non si usa il termine corretto di “duro”, “vero”, “senza filtri”, senza pietà letteraria. Lo stile di DFW riflette la scelta, rimane tale anche quando è sgradevole. La sua cifra è proprio la consapevolezza della complessità della vita e il dovere che avverte di rifletterla nelle tematiche affrontate.

David Foster Wallace non accetta di mentire ai propri lettori, descrivendo loro una società pulita, senza difficoltà, non incrinata dai problemi e dalle difficoltà della quotidianità e delle regole del consumo moderne. Nei suoi libri, i problemi reali non scompaiono. Ci sono e sono analizzati per capire cosa comportano e quali sono gli antidoti per resistervi. DFW non ha mai accettato l’ipocrisia imperante nel mondo moderno di vivere una vita e descriverla in letteratura per come non è realmente.

Se non avete timore a leggere di quanto può essere crudele il destino o vigliacca la paura leggete questo libro e lasciatevelo spiegare da DFW come nessun altro avrebbe saputo far meglio.

Con un mix di fantasia, condivisione, lucidità, delicatezza e distacco, tutte caratteristiche che, insieme, rendono questo libro un concentrato fantastico di umanità allo stato puro, avulsa da giudizio, pregiudizio e senso del pudore.

La ragazza dai capelli strani è a tratti crudo, a tratti delicato. Un’altra maestria di Foster Wallace, in questo libro, è quella di aver adattato il tono della scrittura, lo stile, il linguaggio al tema trattato in ciascun racconto: sembrano 9 scrittori diversi in un unica penna. Qualcosa di meraviglioso (come il racconto che dà il nome alla raccolta, a dir poco psichedelico, punk, un elogio all’apparenza che inganna, dove l’unico classificabile come «normale» in realtà lo è meno di tutti. Totalmente diverso Da una parte e dall’altra, scritto quasi in modo classico come fraseggio, ma anche qui con una struttura a tre voci, di cui una fuori campo, e alcuni salti temporali nei quali si evidenzia la grande capacità di Foster Wallace).

In alcuni passaggi, soprattutto nei racconti verso la fine (La mia apparizione, Dire mai, È tutto verde), ti capita di chiederti se stai ancora leggendo il libro dello stesso autore, per quanto è diverso il modo di scrivere di Wallace. Si comprende bene che quando fu pubblicata questa raccolta di racconti, fu riconosciuto subito il suo talento smisurato che avrebbe stravolto i canoni della letteratura americana. 

Questo libro è un’esperienza di lettura. È un viaggio diverso dal solito, un on the road tra le pagine. Durante il quale non intuisci subito dove arriverai, ma neppure dopo aver iniziato la lettura riesci a capirlo. Farai fermate dove meno te lo aspetti per tornare sui tuoi passi e capire se hai preso la strada giusta oppure ti bloccherai esanime per la fatica del percorso. Di sicuro, non avrai mai la voglia di abbandonare il viaggio per recarti altrove. E arriverai fino in fondo.

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