Grazie a Sandro che ha proposto questi meravigliosi racconti e mi ha fatto riscoprire Buzzati (da giovane avevo letto Il deserto dei Tartari). Il racconto è per Buzzati un momento di indagine profonda ed emozionante in una atmosfera quasi magica.
Poche volte nella letteratura italiana uno scrittore ha esplorato così a fondo il mistero che circonda l’uomo, le debolezze e i paradossi che lo caratterizzano, la sua solitudine, le sue esperienze. Bello, molto bello, ho già pronto Un amore. Aggiungo una recensione presa sul sito LANKENAUTA che mi sembra appropriata.
Dino Buzzati è un grande e atipico autore del nostro Novecento, dall’opera molto vasta ed eclettica, in parte non ancora scandagliata a sufficienza. Per tutta la vita Buzzati lavorò come giornalista al “Corriere della Sera” – la fortezza Bastiani de “Il deserto dei Tartari” ma i suoi lavori letterari spaziano attraverso il romanzo, i racconti, le inchieste, l’aforisma, la poesia, la favola, il testo teatrale, amò inolD tre la pittura e l’illustrazione. Ingiustamente ignorato o disprezzato dalla critica, Buzzati pagò per lunghi anni con l’isolamento e la soD litudine il suo rifiuto di appartenere a gruppi o correnti, il suo distacco dal realismo e dall’ideologia a vantaggio di un’acuta e proD fonda osservazione della natura umana con i suoi vizi e le sue virtù. “La boutique del mistero” (1968) è una racD colta di racconti curata dall’Autore stesso, che vuole così far conoscere il meglio della sua produzione. Si tratta di testi piuttosto brevi e vari, che ruotano attorno al mistero, al surreale, al fantastico, all’angoscia per la malattia incipiente, al senso della morte, alla precarietà della condizione umana.
Da wikipedia i racconti che più mi sono piaciuti.
I sette messaggeri
Il racconto è stato pubblicato per la prima vol ta il 1º giugno del 1939 sulla rivista La Lettu ra,supplemento letterario del Corriere della Sera, successivamente incluso nelle raccolte I sette messaggeri del 1942 e Sessanta racconti del 1958. In un regno immaginario, il figlio del re parte con una spedizione per raggiungere il confine del regno. Sette messaggeri si incaricano di fare la spola per mantenere i contatti. Il confi ne si rivela essere lontanissimo e il principe morirà di vecchiaia prima di giungere al limi te estremo del regno.
L'assalto al Grande Convoglio
Il racconto è stato pubblicato per la prima vol ta il 29 febbraio del 1936 sul periodico Il Convegno, firmato dall'autore come "Dino Buzzati Traverso". Successivamente l'opera è stata inclusa nelle raccolte I sette messaggeri e Sessanta racconti. Gaspare Planetta era il famoso e temuto capo di una banda di briganti. Quando esce di pri gione, tre anni dopo essere stato arrestato, è una persona diversa, invecchiata e stanca. I suoi ex compagni lo ripudiano e l'uomo si iso la in compagnia di un giovane, il solo che an cora crede in lui e che Planetta non vuole di silludere.
Sette piani
Il racconto è stato pubblicato originariamente con il titolo I sette piani sulla rivista La Lettu ra il 1º marzo del 1937, quindi revisionato e incluso nell'antologia I sette messaggeri. Suc cessivamente viene incluso nella raccolta Ses santa racconti, con una riscrittura più fedele alla prima stampa. L'opera è stata trasposta in una pièce teatrale e nel film Il fischio al naso. Giuseppe Corte viene ricoverato in un moder no ospedale di sette piani per un lievissimo male. Viene sistemato all'ultimo piano riser vato ai casi meno gravi ma, di volta in volta, per motivi apparentemente banali, viene spo stato ai piani sempre più bassi, fino a rag giungere il primo. Qui, ove trovano posto i casi disperati, troverà la morte. Il mantello Il racconto è stato pubblicato per la prima vol ta sul numero del 14 luglio 1940 del Corriere della Sera, quindi ristampato nelle raccolte I sette messaggeri e Sessanta racconti Il giovane Giovanni, reduce di guerra, ritorna a casa. La madre e i due fratellini lo trovano smunto e affaticato. Il ventenne, nonostante le insistenze della madre, afferma di dover subi to proseguire il viaggio insieme a un amico che lo aspetta in cortile. Quando esce uno dei due fratellini gli solleva un lembo del mantel lo rivelando il corpo sporco di sangue. Gio vanni si congeda raggiungendo il misterioso compagno con il quale si allontana.
Il tiranno malato
Il racconto è stato pubblicato per la prima vol ta sul quotidiano il Corriere della Sera il 14 agosto del 1955, poi inserito nell'antologia Sessanta racconti ed infine nella raccolta La boutique del mistero. Il mastino Tronk, odiato dai cani del quartiere viene scoperto debole e attaccato in branco. Tronk si difende con difficoltà quando, im provvisamente, i nemici desistono e si ritira no. La sua debolezza, sintomo di morte immi nente, ha spaventato gli avversari.
Ricordo di un poeta
Il racconto è scritto in prima persona. Il pro tagonista racconta le vicende della sua sem plice vita, tra fantasie, primi amori, vita di so cietà, e del suo animo poetico (personificato, con «egli») che nasce tardivamente rispetto all'età anagrafica dell'uomo, vive una breve e intensa vita artistica, con slanci e immagina zione proprî più di un'età infantile o giovanile, mentre il protagonista è adulto. Il «giovanot to» muore presto, e il protagonista, nella sua riflessione, si rende conto, avviandosi all'età tarda, che quella breve parabola poetica e quel «battito irrestistibile» resterà immortale, im perituro nei secoli.
Il colombre
Il racconto è stato pubblicato per la prima vol ta sul quotidiano il Corriere della Sera il 22 agosto 1961, successivamente nella raccolta Il colombre e altri cinquanta racconti. Il figlio di un marinaio, per il compleanno, chiede al padre di portarlo con sé in mare. Durante la navigazione i due avvistano un co lombre, un animale marino che sceglie le sue vittime tra i marinai perseguitandoli fino alla morte. Il padre convince il figlio a non abban donare mai più la terraferma. Quando il padre muore, il figlio tornerà a navigare e in mare incontrerà nuovamente il colombre che lo se guirà in ogni viaggio. Il figlio, invecchiato, decide di affrontare l'animale.
I due autisti
Due autisti di un carro funebre trasportano in autostrada la salma della madre del narratore protagonista, che li segue con la sua auto. Nel corso del viaggio, questi si chiede di cosa par leranno i due autisti durante il viaggio, e ri pensa ai rimpianti e ai rimorsi provati nei con fronti del rapporto con la madre ormai defun ta. Ogni tanto gli pare ancora di avvertire la sua presenza, ma è soltanto una sensazione passeggera.

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