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Il Libro di Blanche e Marie di Olov Enquist, presentato da Angela Marina Codifava

Il libro è una biografia romanzata che si sviluppa con accurata ricostruzione storica tessuta con espediente narrativo, una sorta di diario diviso per capitoli, che scandaglia la vita e l’animo di due donne, protagoniste in maniera diversa ma esemplificativa del passaggio tra l’800 e il 900 con scoperte scientifiche rivoluzionarie che hanno cambiato il mondo Nella postfazione Dacia Maraini dice:

"non sappiamo che cosa abbia inventato Enquist in questa storia basata su personaggi realmente esistiti, ma non importa, importante è che lo stile così personale e plastico ci prenda per mano e ci accompagni durante tutto il racconto senza mai allentare la presa".

La storia è ambientata a Parigi, alla Salpetriere, l’ospizio fondato nel 1656 dal Re Sole dove era ubicava una fabbrica di polvere da sparo, in cui venivano detenuti barboni, vagabondi, ladri, truffatori e prostitute lasciate all’arbitrio più totale. Solo dopo la rivoluzione cominciò ad avere anche funzione medica e divenne la Casa dei Folli. Era luogo di ricerca scientifica per i medici ma continuava ad essere un inferno per malati di mente, sbandati, emarginati che venivano confinati in gironi infernali bui, affollati fino a più di seimila presenze, sporchi, maleodoranti, rimbombanti di grida e lamenti. Nel 1862 il neurologo Jean-Martin Charcot vi fece il suo primo ingresso come studente, per diventare in seguito direttore del reparto neuropsichiatrico dove fondò un efficiente centro che richiamava studenti da tutta Europa per assistere alle sue lezioni e alle sedute di ipnosi con la quale tentava di trattare l’isteria. Una delle sue pazienti era Blanche Wittman, internata al Salpetriere per quasi vent’anni nella sezione delle malate di mente e di epilessia. E’ lei, una delle due protagoniste, che scrive il diario definito “il Libro delle domande” per raccontare la sua vita, quella di Marie e degli altri personaggi. Era diventata lei la paziente preferita del dott. Charcot “la regina delle isteriche” sulla quale sperimentava metodi terapeutici, considerati innovativi per curare la malattia ritenuta esclusivamente femminile, legata all’utero, che dall’antichità veniva curata anche con mutilazioni.
Blanche in un certo senso era diventa famosa. Freud, Strindberg, Babinski e Sarah Bernard assistettero alle sedute in cui cadeva in trance e rispondeva ai comandi che il medico le impartiva come fosse una rappresentazione teatrale. Blanche era bella e intelligente, come lo era Marie Curie, la scienziata polacca insignita per due volte del premio Nobel per la fisica e la chimica. Dopo la morte per infarto di Charcot avvenne la “guarigione” di Blanche che diventò assistente di Madame Curie con la quale intrecciò un rapporto di amicizia e stima. Mutilata e ridotta ad un “torso” per le ripetute amputazioni dovute alle lesioni causate dalla radioattività, Blanche scrive con l’unica mano che le resta il suo Libro delle Domande, una sorta di riflessione intima dove si interroga sulla natura della passione, indaga la relazione tra amore e morte, e cerca risposta alla domanda di tutte le domande: quale sia il segreto dell’amore. Rimasta ormai senza gambe e costretta a muoversi su una specie di carrello non rinuncia ad analizzare il suo rapporto con Charcot, interrogandosi sulla causa della morte, convinta di averlo ucciso lei stessa con la sua passione e meditando sulla sua colpevolezza. Il testo inquadra realisticamente l’ambito della ricerca medica e scientifica, l’ambiente storico-culturale del tempo ma soprattutto i sentimenti dei personaggi come attinti dal diario di Blanche che costruisce l’ architettura scenica.L’incontro di Blanche e Marie, va oltre al laboratorio dove c’è stata la scoperta del radio, misteriosa e mortale luminescenza bluastra che diventa potenza simbolica oltre la dimensione umana per dire energia, passione e coraggio ma anche presagio di morte. Marie Sklodowska nata nel 1867 a Varsavia nella Polonia Russa da famiglia aristocratica, diventata fisica chimica matematica, già dall’infanzia aveva dimostrato capacità, serietà e determinazione oltre la media. Nel 1891 si trasferì a Parigi per continuare gli studi alla Sorbona, preparare la laurea e diventare la prima donna ammessa ad insegnarvi anni dopo.

”Che soddisfazione il giorno della sua tesi di dottorato. Quanto era felice..Quell’opposizione, quel disprezzo per le donne all’università! Essere una delle sole due donne sui novemila studenti a discutere una tesi! Ma ce l’aveva fatta e ricordava che nell’aula magna regnava una atmosfera solenne”

Sposò Pierre Curie nel 1895, dalla loro unione nacquero due figlie ma soprattutto la profonda sintonia affettivo- intellettuale e il sodalizio lavorativo che dal minerale pechblenda portò prima ad ipotizzare, poi ad isolare, l’ elemento sconosciuto del polonio e la scoperta del radio. “Pierre ed io eravamo interamente assorbiti dall’idea di penetrare nei nuovi campi di ricerca che si schiudevano davanti dopo l’imprevista scoperta del radio. Eravamo felici nonostante le condizioni di lavoro fossero così provanti .Trascorrevamo intere giornate in laboratorio, spesso mangiando solo uno spuntino da studenti sul posto, nella nostra rimessa malandata e ci scaldavamo con una tazza di te davanti alla stufa, totalmente assorbiti nel massacrante spostare contenitori,travasare le soluzioni e mescolare per ore quella massa ribollente nella marmitta di ghisa per separare il radio dal bario”. Questo si trova nella pechblenda in quantità infinitesimali e per ottenere alcuni milligrammi è necessario trattare tonnellate di minerale con un lavoro fisico pesantissimo a cui Maria si dedica senza risparmio di forze. Dopo la morte del marito Pierre, per incidente stradale ma già ammalato di anemia, e un periodo di doloroso lutto, si innamorò del giovane scienziato Paul Langevin allievo del marito che in silenzio la desiderava da tempo, ma non si dichiarava per rispetto al maestro e per reverenza a lei e alla fama raggiunta. Nel libro Marie viene esaltata per la sua passione di studiosa, la fatica di ricercatrice, la perseveranza nel raggiungere gli obiettivi, ma non viene presentata al vertice dei successi accademici ma piuttosto nel momento in cui la sua vita viene travolta dallo scandalo per il nuovo amore, già sposato e padre di famiglia. A fine secolo le donne avevano cominciato a rivendicare pubblicamente i loro diritti, era il tempo della lotta delle suffragette per il diritto al voto e non solo. L’autore ci racconta che Marie Curie, per fuggire allo scandalo, fuggì a Londra e trovò rifugio nella casa di una di loro. Descrive la lotta nelle strade, i digiuni volontari in carcere, la loro sorellanza sottolineando la differenza tra consapevolezza individuale dei bisogni e negazione collettiva dei diritti, perseguiti con tanta sofferenza psichica e fisica. Nel periodo di profonde contraddizioni, con brillanti risultati scientifici e residui oscurantisti le figure di Blanche e Marie si delineano come fari. Due donne segnate dalla passione che intrecciano le loro storie, così differenti, alla ricerca dei misteri della materia e dell’anima, fatta di drammi e vittorie, gioie e dolori, fatica e ingiustizie. Nel romanzo trova ampio spazio anche la figura di Jane Avril, un’altra internata alla Salpêtrière, sopraffatta dalla tensione del desiderio imprigionato nel corpo che troverà sbocco nella danza e la porterà a diventare una delle più famose ballerine del ‘Moulin Rouge’, immortalata per sempre dal ritratto di Tolouse Lautrec. La natura del desiderio cominciava ad essere spiegata da Freud con un innovativo approccio alla dimensione psicologica.

Il libro di Blance e Marie unisce al gusto dell'indagine su fatti e personaggi reali una profondità toccante. E’ un libro di donne coraggiose, straordinarie per intelligenza ardore e umanità, dove gli uomini come Charcot e Langevin appaiono più timidi quasi per sottolineare che né il ruolo, n’è la fama o il prestigio esentano dal desiderio profondo della necessità di amore. Ci restituisce anche la parte di vita della grande scienziata che venne insultata come donna che ruba il marito di un’altra, come ebrea straniera che rovina una famiglia, facendo rimbalzare il nome di Dreyfus e che fu invitata a non presentarsi al ritiro del Nobel in Svezia. Lei orgogliosamente ignorò e si recò puntuale alla premiazione. E’ un libro che ci restituisce i primi decenni del secolo scorso quando era invivibile essere ammalati, difficile essere donna, ancor più se intelligente ed innamorata, impossibile quasi per tutti uscire dai canoni sociali prestabiliti. La scrittura della narrazione è netta ed elegante , un pò spezzata dalla complicata costruzione architettonica non lineare nel tempo, scelta forse fatta per sottolineare la difficoltà della ricerca, la complessità delle protagoniste, l’instabilità del periodo ai confini tra due ere storiche e l’incombere di sconvolgimenti grandi come la Grande Guerra.

“Il libro di Blanche e Marie” Autore Olov Enquist, Ed. Iperborea, 2007 traduzione Katia De Marco, pagine. 242, Titolo originale: Boken om Blanche och Marie

Olov Enquist nato nel 1934 nel Nord della Svezia, autore di teatro e di romanzi, coscienza critica della società scandinava è considerato tra i maggiori scrittori viventi ed ha ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo. In Italia ha vinto il premio Super Flaiano e Il premio Mondello con il libro Il medico di Corte.

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