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Meridiano di Sangue - note di Claudia Cardoso

L’autore

Cormac McCarthy è statunitense. Nasce nel 1933 e è morto nel 2023. Ha vissuto una vita difficile, con periodi di estrema povertà, probabilmente anche per scelta. Ha abitato in case senza acqua né elettricità, rifiutandosi di concedere interviste o di fare letture pubbliche dei suoi libri, che gli avrebbero potuto procurare qualche guadagno.

Ha scritto 12 romanzi. Il suo primo grande successo letterario arriva con Cavalli Selvaggi (All the Pretty Horses) nel 1992, per il quale riceve il National Book Award. La Strada (The Road) vince il Pulitzer Prize for Fiction nel 2007. Ha ottenuto altri riconoscimenti ed è considerato uno dei grandi scrittori statunitensi.

Diversi suoi romanzi sono stati adattati per il cinema. L'adattamento più famoso è Non è un paese per vecchi (No Country for Old Men), che ha vinto 4 Oscar, incluso quello per il miglior film. Sono stati realizzati anche adattamenti di Cavalli Selvaggi (All the Pretty Horses), La Strada (The Road) e Figlio di Dio (Child of God).

Meridiano di Sangue, pubblicato nel 1985, è generalmente considerato la sua opera più importante. Nel 2006, un gruppo di autori ed editori ha fatto, per il The New York Times Magazine, un elenco dei più grandi romanzi americani del quarto di secolo precedente, e Meridiano di Sangue appare al terzo posto, dopo Amatissima di Toni Morrison e Underworld di Don DeLillo. Il New York Times lo ha definito il libro più sanguinoso dai tempi dell'Iliade.

Contesto storico

Meridiano di Sangue o Rosso di sera nel West è un romanzo epico-storico di genere western. In realtà, segue da vicino un libro di Samuel Chamberlain intitolato My Confession: Recollections of a Rogue (La mia confessione: memorie di un villano).

Samuel Chamberlain è stato un soldato americano che ha partecipato alla guerra con il Messico. Nel suo libro racconta anche della sua partecipazione nel gruppo di Glanton, descritto nel romanzo di McCarthy, fino all’attacco degli Yumas che portò allo scioglimento del gruppo. È inoltre l’unica fonte storica dell’esistenza del giudice Holden, un personaggio importante di Meridiano di Sangue.

Chamberlain scrive:

Il secondo in comando, ora lasciato a capo del campo, era un uomo di dimensioni gigantesche che si fregiava del nome di Holden, chiamato Giudice Holden del Texas. Chi o cosa fosse, nessuno lo sapeva, ma un villano più spietato e freddo di lui non è mai sfuggito al patibolo. Era alto sei piedi e sei pollici (2 metri) nei suoi mocassini, aveva un corpo grande e carnoso, un volto opaco color sego, privo di peli e di ogni espressione, sempre calmo e composto. Ma quando scoppiava un litigio e scorreva sangue, i suoi occhi simili a quelli di un maiale brillavano di una ferocia cupa degna del volto di un demone.

Circolavano storie terribili nel campo riguardo a crimini orrendi commessi da lui sotto un altro nome nella nazione Cherokee in Texas. E prima che lasciassimo Fronteras, una bambina di dieci anni fu trovata nel chaparral, ignobilmente violata e assassinata. L’impronta di una mano enorme sul suo piccolo collo lo indicava come lo stupratore, poiché nessun altro uomo aveva una mano di quelle dimensioni. Ma sebbene tutti sospettassero, nessuno lo accusò del crimine.

Era di gran lunga l’uomo più istruito del nord del Messico. Conversava con tutti nella loro lingua, parlava diverse lingue indigene, durante un fandango prendeva l’arpa o la chitarra dalle mani dei musicisti e incantava tutti con le sue straordinarie performance, superava in abilità di ballo qualsiasi poblano della sala, colpiva il bersaglio con precisione con fucile o revolver, era un cavaliere audace e conosceva la natura di tutte le strane piante e i loro nomi botanici, un esperto di geologia e mineralogia.

Il libro di Chamberlain si può leggere in inglese nel Internet Archive:

Internet Archive, My Confession by Samuel Chamberlaine

Il contesto storico è quello degli anni dopo la guerra Messico-Americana. Durante i primi anni del XIX secolo, gli Apache e i Comanche saccheggiarono senza pietà gran parte del Messico settentrionale e centrale. Uccisero migliaia di contadini, rapirono centinaia di persone, e rubarono il bestiame. Erano così audaci da assaltare persino città capitali come Chihuahua in pieno giorno. Le razzie dei Comanche e degli Apache spopolarono gran parte delle regioni di confine.

Con l'esercito messicano in rovina dopo la guerra, il governo si rivolse a cacciatori di taglie e mercenari per arginare le devastazioni. I cacciatori di taglie erano un gruppo eterogeneo. Le loro fila erano per lo più composte da anglo-americani, ma anche nativi americani della costa orientale sfollati dalle loro terre (come i Delaware), o nemici tradizionali degli Apache (come i Pima e i Tarahumara), e alcuni schiavi fuggitivi. Essenzialmente, il governo messicano li incaricò di uccidere e scalpare quanti più Apache possibile, comprese donne e bambini, per i cui scalpi erano offerti compensi di 50 e 25 dollari d'argento americani rispettivamente.

La banda di Glanton era uno di questi gruppi di cacciatori di taglie. Con il passare del tempo, tuttavia, la banda divenne tristemente nota per prendere scalpi in circostanze altamente discutibili al fine di riscuotere le taglie, e i suoi membri furono infine dichiarati fuorilegge dal governo messicano.

Questi sono i fatti storici che ispirano il libro di McCarthy.

Viaggio Virtuale

Se avete voglia di fare un viaggio virtuale lungo il percorso di Meridiano di Sangue, potete andare su questo sito di Google Earth e seguire la mappa che vi porterà ai posti del libro:

Blood Meridian Map di Charles Travis

(si consiglia usare il Chrome come browser)

Buon viaggio

Meridiano di Sangue o Rosso di sera nel West

Il libro è composto da 23 capitoli numerati, ciascuno con dei titolo che ne riassumano il contenuto.

La narrazione segue la vita di un adolescente, chiamato nel libro semplicemente the kid (il ragazzo), che alla fine del romanzo diventa the man (l’uomo).

Il libro inizia con la nascita del ragazzo, quando nel cielo appare la costellazione dell'Orsa Maggiore insieme a una pioggia di stelle cadenti, e termina con la sua morte, in una notte di pioggia di stelle cadenti, dopo che hanno sparato a un orso che danzava in un bar. L'intero libro è ricco di segni, premonizioni, predizioni, ripetizioni e circolarità.

Segue la vita del ragazzo da quando scappa di casa, a 14 anni, e «cova dentro di sé un gusto per la violenza insensata». Da lì in poi, il ragazzo è sempre in viaggio, sempre in movimento, e sempre coinvolto in episodi di violenza, in un crescendo angosciante.

Già nel primo capitolo, il ragazzo incontra il giudice Holden, che, per divertirsi, accusa un prete di essere un falso prete, causando una sparatoria e diversi morti. Il prete, per difendersi, dice alla folla:

«This is him. The devil. Here he stands.»

È lui. Il diavolo. Eccolo qui.

Quindi, abbiamo già dal inizio i diversi ingredienti del libro.

Nel terzo capitolo, il ragazzo si arruola nell'esercito del capitano White. White non è soddisfatto dei risultati della guerra con il Messico e vuole continuare a combattere. Prima della partenza, in un bar, un mennonita avverte il ragazzo e i suoi compagni dei pericoli di portare la guerra in una terra straniera.

“Ye carry war of a madman’s making onto a foreign land. Ye’ll wake more than the dogs.”

Quello che porta la guerra in una terra straniera, non sveglierà solo i cani.

Una delle ispirazioni di McCarthy per Meridiano di Sangue è Moby Dick di Herman Melville, e ci sono diversi paralleli tra i due libri. Qui devo dire che non ho letto (ancora) Moby Dick e che questa informazione l'ho appresa di due lezioni della professoressa Hungerford dell'Università di Yale, che si trovano su YouTube. (17. Cormac McCarthy, Blood Meridian, YaleCourses e anche 18. Cormac McCarthy, Blood Meridian (cont.), YaleCourses)

Uno dei personaggi che ha un parallelo stretto in Moby Dick è il mennonita che avverte i soldati. In Moby Dick c'è un personaggio che avverte coloro che stanno per imbarcarsi sul Pequod per cercare la balena bianca. E sia gli avvertimenti che i personaggi sono molto simili.

In Moby Dick c’è anche Ahab, noto per la sua malvagità monomaniacale, la sua ossessiva ricerca di affrontare la balena bianca. È un personaggio loquace, carismatico, minaccioso e violento, il modello, oltre il racconto di Chamberlain, per il Giudice Holden.

Un altro libro che ha ispirato Meridiano di Sangue è Paradise Lost di John Milton, che affronta i temi del libero arbitrio e della predestinazione, e la natura del bene e del male. Ma si possono trovare molte altre riferimenti come la letteratura classica e la Bibbia.

In una intervista dell 1992 McCarthy ha detto che la letteratura è fatta di altri libri.

"The ugly fact is books are made out of books. The novel depends for its life on the novels that have been written."

Il brutto fatto è che i libri sono fatti di libri. Il romanzo dipende per la sua vita dai romanzi che sono stati scritti.

Ma tornando al nostro romanzo, la banda di White ha una durata breve. Nel capitolo IV, la banda è attaccata da un gruppo di Comanche.

“A legion of horribles, hundreds in number, half naked or clad in costumes attic or biblical or wardrobed out of a fevered dream”

Una legione di orrori, centinaia in numero, per metà nudi o vestiti con costumi attici o biblici, o abbigliati come in un sogno febbrile.

Il gruppo di White si separa e il ragazzo continua il suo viaggio, assistendo a tutti i tipi di orrori causati dalla violenza dei Comanche, come un albero con appesi dei bambini morti o dei villaggi in cui tutte le persone sono state uccise. Inizia, o continua, una specie di discesa agli inferi. La violenza che il ragazzo praticava nei bar, in litigi con marinai e altri, cambia carattere e acquisisce intensità.

Nel capitolo VI, il ragazzo e altri compagni sono in prigione e riescono a uscirne perché si uniscono al gruppo di cacciatori di taglie di Glanton.

Nel gruppo ci sono Jackson il bianco e Jackson il nero, e subito si anticipa la morte di uno per mano dell'altro, che avverrà più tardi. C'è sempre la sensazione di inevitabilità, di destino.

A un certo punto, la banda accompagna un gruppo di artiste di strada, i Bufones. Quando cala la notte, si crea un'atmosfera magica. C'è una cena in cui i Bufones prevedono il futuro degli uomini della banda tramite i tarocchi. La carta di Glanton, che anticipa la fine della banda per mano dei Yumas, sparisce nel buio, portata dal vento.

“La carroza, la carroza … La ví sin ruedas sobre un rio obscuro...”

Questi misteri, previsioni e sparizioni ricorrono spesso nel corso del libro. Ad esempio, il ragazzo aveva già visto la sua carta dei tarocchi, il quattro di coppe, in una casa abbandonata. C'è una scena in un bar, dove ci sono 4 coppe, che richiama nuovamente la carta dei tarocchi del ragazzo (capitolo VIII).

Anche le sparizioni misteriose si ripetono. Poco prima della scena dei tarocchi, quando i Bufones provano a montare la sua tenda, questa vola via con il vento e sparisce misteriosamente nel buio della notte.

Un altro esempio è quello del Delaware che viene preso da un orso e, anche se lo inseguono per tre giorni, non riescono mai a trovarlo. Lui e l'orso spariscono misteriosamente, come in una fiaba, come inghiottiti dalla terra.

La natura è misteriosa e pericolosa. Nella pianura ci sono i "trebillones", i vortici di vento che possono sollevare i pellegrini e lasciarli cadere a terra senza che si accorgano di cosa abbia rotto le loro ossa.

Infatti, una delle cose più belle del libro sono le descrizioni dei ampi paesaggi, dei fenomeni meteorologici, i lampi, la neve, il deserto, la sabbia bianca, l’intensità della luce. E il modo in cui sono descritte le stelle, la rotazione degli astri nel cielo, marcando il passaggio del tempo ma dando anche una sensazione di ripetizione e di inesorabilità.

Nel capitolo X, Tobin racconta come il Giudice Holden incontra la banda di Glanton. Uno dei titoli del capitolo utilizza la parola greca katabasis, che si riferisce al genere letterario che descrive la discesa di un uomo agli inferi, solitamente seguita da una redenzione.

Ma da quello che ho capito, il significato più antico è un po' diverso. Fa parte di un paio di parole usate nell'antichità in ambito militare: anabasis significa avanzata e katabasis, ritirata.

E infatti, in questo episodio, la banda di Glanton si sta ritirando, scappando dagli indios, perché non ha più polvere da sparo. Lo sbilancio di potere tra i cacciatori di taglie e gli Apache dipende dalle armi da fuoco.

Riescono a scappare e anche a uccidere gli Apache perché il giudice, che appare nel mezzo del deserto in modo inaspettato e inspiegabile, senza un cavallo, sopra l'unica pietra che c'è intorno, come se l'avesse portata lui, li conduce a raccogliere quello che serve per produrre polvere da sparo. Il giudice sembra soprannaturale, un diavolo contemporaneamente saggio, affascinante e minaccioso.

Questo episodio della fabbricazione della polvere da sparo, in particolare il discorso del giudice che dice che la terra è piena come un uovo e contiene tutte le cose che ci servono, rispecchia ancora una volta un episodio di Paradise Lost.

A un certo punto si trovano a salire un vulcano, e Tobin dice che le impronte di animali nella lava sono sicuramente di creature uscite dall'inferno, e che il vulcano è l'entrata per l'inferno, perché deve esistere anche il punto dove questo mondo e l'altro si toccano.

Il giudice fa diversi discorsi. Parla della testimonianza, che è l'unica cosa che dà realtà ai fatti. Dice che gli uomini sono contemporaneamente ricordati e testimoni degli altri, in un infinito rispecchiamento.

Nel capitolo XI c'è un altro esempio della circolarità del libro. Sempre il giudice racconta la storia di come un ladro accolga in casa un viaggiatore che finisce per uccidere e derubare. Questo atto di violenza è ereditato dal suo figlio, che diventa anche lui un uccisore di uomini. Nell'ultimo capitolo del libro, il protagonista, che proprio in questa scena passa ad essere chiamato "l'uomo", uccide un ragazzo che aveva provato a ucciderlo. Dopo la sua morte, i suoi compagni spiegano che era il nipote di uno che era stato ucciso per strada, quello della storia raccontata dal giudice. Quindi, sia i discendenti di chi ha praticato la violenza, sia i discendenti di chi l'ha subita, diventano uccisori di uomini, senza distinzione.

Il giudice parla di tante altre cose, della voglia di controllare l'universo, della nascita e caduta delle civiltà.

Dal capitolo XIII c'è un crescendo di violenza sfrenata, come se si fossero aperte le porte dell’inferno. Uccidono indios pacifici, provocano liti nelle città, spariscono ragazze, lottano contro soldati messicani.

Durante i viaggi il judice continua a studiare la natura. La vuole controllare.

“Whatever in creation exists without my knowledge exists without my consent.”

Qualsiasi cosa nella creazione esista senza la mia conoscenza, esiste senza il mio consenso.

Continuano i massacri. E sono inseguiti dall'esercito di Elias, che lascia diversi feriti. Il ragazzo è scelto per uccidere, forse in un atto di misericordia o forse no, uno dei suoi compagni feriti. Il ragazzo non riesce a ucciderlo e lo lascia vivo nel deserto. Deve continuare da solo il suo viaggio per raggiungere il gruppo di Glanton. Soffre la fame e il freddo. Incontra un albero isolato, incendiato da un fulmine, dove si radunano diversi animali per riscaldarsi. Ci sono anche animali pericolosi. Però lì si rispetta una strana tregua, ancora una volta come in una fiaba. E qui viene in mente un'altra referenza biblica, il roveto ardente.

Il capitolo XVII è quello dei discorsi sui massimi sistemi.

Il narratore ci racconta i pensieri di Glanton, che di solito non parla molto. Lui afferma la sua capacità di azione, di libero arbitrio.

Il giudice parla della singolarità del nostro mondo. La natura non ha limiti, quindi non c'è motivo per ripetere il nostro mondo in un altro pianeta. È unico.

E dopo fa il grande discorso sulla guerra. La guerra c'è sempre stata. Ha aspettato l'arrivo degli uomini. La guerra è il grande gioco. La guerra è Dio.

E qui inizia la fine. Arrivano al ferry sulla riva del fiume Colorado. Cospirano con gli Yumas per appoderassi del ferry. E saranno gli Yumas a distruggerli.

Sopravvivono in pochi: il giudice, il ragazzo, Toadvine, Tobin, Brown. Il ragazzo ha, a questo punto, 16 anni.

Dopo che il gruppo si scioglie il ragazzo sembra aver cambiato vita, sembra vivere in un modo meno violento, ma sempre in movimento, sempre da solo.

Ma sembra anche che la lotta fra il ragazzo e il giudice continui e si deva concludere. Ma quello succederà molti anni dopo.

Quando il ragazzo, adesso l’uomo, ha 45 anni, ritrova il giudice che finalmente lo uccide. E il giudice continua a ballare, perché lui non dorme mai e dice che non muore.

Il libro si chiude con un epilogo, in cui si torna al deserto e si vedono i segni di due epoche diverse. Quella descritta nel libro, dei grandi spazi senza frontiere, rappresentata dai raccoglitori di ossa della pianura. E l'epoca che inizia, dei campi recintati con filo spinato, inventato in quegli anni. Infatti, c'è un uomo, all’alba, non al calar del sole, che fa dei buchi nella roccia con uno strumento a due maniglie, che serve a fissare i pali delle recinzioni. Un buco dopo l’altro, come se uno fosse la conseguenza dell'altro. Come se un’epoca fosse la conseguenza dell’altra.

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