Zenone, il protagonista, è un’invenzione letteraria che incarna lo spirito inquieto e multiforme degli intellettuali del periodo sto- rico che parte dal Rinascimento compren- dendo Riforme e Controriforma. Zenone è un omaggio a figure storiche come Serveto (bruciato sul rogo nel 1553), Paracel- so, Leonardo, Tommaso Campanella, Erasmo, che hanno pagato personalmente l’aver anti- cipato i tempi.
La narrazione si divide in tre parti.
- La vita errante
- La vita immobile
- La prigione
Prima parte
Zenone, nato a Bruges, agli inizi del ‘500 in una famiglia di mercanti, è un figlio illegitti- mo che viene avviato alla carriera ecclesiasti- ca (l’unica che il suo stato gli permette) e sot- to la guida del canonico Bartolomeo Campa- nus scopre l’amore per i libri e per lo studio. Trova nella lettura dei classici strumenti utili allo sviluppo del pensiero; nel frattempo si allontana sempre di più dalla dottrina cristiana.
Zenone frequenta per un po’ di tempo la scuola di teologia, ma pieno di dubbi e di in- certezze, decide dipartire per un viaggio alla ricerca di nuove esperienze e alla ricerca di se stesso.
Attraverso lo sguardo di Zeno- ne scorriamo l’Europa del XVI secolo, un periodo scosso da fermenti di ogni genere. L’istituzione ecclesiastica è compromessa dall’enorme cor- ruzione e dall’incapacità di atti- rare i fedeli. Si vanno diffon- dendo nuove dottrine: quella di Lutero e di Calvino. La Chiesa prepara la Controriforma (Con- cilio di Trento del 1545-1563). C’è un capitolo dedicato all’assedio di Münster dove si tenta di formare una Comune fondata sui principi dell’Anabattismo.
La Chiesa corre ai ripari contro le eresie con la censura, i roghi dei libri e degli uomini che li hanno scritti. L’Opera al nero è anche un resoconto scuro, brutale e sconvolgente di quel periodo storico.
Seconda parte
Zenone decide di ritornare a Bruges.
Qui incontra il priore dei Cordiglieri (persona istruita e lungimirante) che gli offre un posto da medico presso l’Ospizio dei poveri. Qui Zenone lavora sotto il falso nome di Se- bastiano Theus (per nascondersi, in quanto ricercato per eresia).
La vita ripetitiva, immobile, quasi monotona, lo porta a lunghe meditazioni: il viaggio non è solo quello che si compie a piedi e che com- porta uno spostamento fisico, ma è anche quello che si può compiere rimanendo fermi, stesi su un letto in una piccola stanza. Zenone i questo momento capisce che si sta compiendo in lui l’Opus negrum, ovvero la fa- se alchemica della spogliazione delle forme, della dissociazione degli elementi e della pu- rificazione della materia. Deve attraversare la fase della nigredo descritta nel capitolo l’abisso.
A questo punto nella vita di Zenone capitano una serie di fatti a lui avversi: uno è la morte del saggio priore, due uno scandalo che tra- pela dalle mura del convento: alcuni giovani frati (gli angeli) si trovavano nei sotterranei del convento per celebrare riti orgastici as- sieme a una giovane. Vengono scoperti e nel- la loro confessione coinvolgono Zenone (il dottor Sebastiano Theus).
Terza parte
Zenone, quando viene arrestato dichiara il suo vero nome e con esso vengono ricordate tutte le imputazioni di eresie che gravano su di lui. La sua fine è segnata: il tribunale lo condanna al rogo. Solo una sua abiura potrà salvarlo. Zenone non viene sfiorato da questo pensie- ro, anche se la sera prima dell’esecuzione la ferrea disciplina mentale, che aveva mante- nuta durante tutto il processo, si spezza ed esplode in lui la paura del rogo.
Zenone decide allora di mettere fine alla sua vita di propria mano.
Organizza tutto e la morte scelta deliberata- mente si tinge, nel momento dell’agonia, dei colori alchemici.
Il messaggio finale del romanzo sancisce il principio di autodeterminazione di ogni per- sona, il diritto di decidere ed essere respon- sabili delle proprie scelte.
Anche in questo romanzo, come nelle Memo- rie di Adriano è di fondamentale importanza la nota finale dell’autrice stessa che, come se il libro fosse un saggio, cita le sue fonti.
Ci fa comprendere come l’operazione dello storico non sia solo quella di parlare di avve- nimenti e di morti lontani nel tempo, ma an- che quella di renderli vicini a noi.
L’Opera al nero è un romanzo contro i dogmi e i fanatismi, contro gli attacchi alla libertà che anche noi viviamo in questo periodo do- ve le guerre, le persecuzioni, le repressioni lacerano tuttora l’umanità.

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