L'AUTORE
Antonio Tabucchi (Pisa, 1943 – Lisbona, 2012) nato a Pisa, cresce nella casa dei nonni materni a Vecchiano, borgo vicino alla città. Frequenta il liceo a Pisa, poi negli anni dell'università (Lettere e Filosofia) intraprende numerosi viaggi in Europa.
A Parigi si imbatte casualmente in Fernando Pessoa: una lettura che gli cambia la vita.
Andando alla Gare de Lyon, comprai per puro caso su una bancarella in un’edizione a tiratura limitata “Fernando Pessoa, Bureau de tabac”.
Titolo davvero singolare per una poesia, perché di una poesia si trattava, firmata da un certo Alvaro de Campos che lì per lì mi sembrò uno pseudonimo dell’autore.
All'Università di Pisa si specializza quindi in Letteratura portoghese. Durante i molti viaggi in Portogallo incontra Maria José de Lancastre, critica letteraria, traduttrice, curatrice editoriale e docente universitaria, che sposa nel 1970 e con la quale farà due figli.
Il Portogallo e Lisbona in particolare diventano il centro della sua esistenza: dal 2004 diventa cittadino portoghese e a Lisbona dirige l'Istituto Italiano di Cultura, ma rimane comunque legato alla Toscana. Con la moglie, docente di Letteratura portoghese all'Università di Pisa, cura l'edizione italiana delle opere di Fernando Pessoa. Nei suoi due primi romanzi Piazza d'Italia (1975) e Il piccolo naviglio (1978), attraverso le storie di umili famiglie toscane, mette al centro la Storia italiana tra Otto e Novecento. Negli anni Ottanta svolta verso la forma del racconto e del romanzo breve, ed è del 1984 il suo primo grande successo, Notturno indiano.
Negli anni Novanta la sua fama letteraria si consolida con la pubblicazione di opere quali Requiem: un'allucinazione (1992, scritto originariamente in portoghese), Sostiene Pereira: una testimonianza (1994, vincitore del Premio Campiello) e La testa perduta di Damasceno Monteiro (1997).
Si rafforza anche il suo impegno come intellettuale militante: collabora con Il Corriere della Sera ed El Pais.
Negli anni Duemila diventano sempre più frequenti i suoi interventi politici su varie testate giornalistiche e collabora anche con Il Fatto quotidiano. Tra le sue ultime pubblicazioni si ricordano il romanzo Tristano muore: una vita (2004) e la raccolta di racconti Il tempo invecchia in fretta (2009).
IL CONTESTO STORICO
Dopo l'assassinio di re Carlo I nel 1908, il rovesciamento della monarchia nel 1910 e una prima Repubblica parlamentare, con il colpo di stato del 28 Maggio 1926 iniziò il periodo dell'Estado Novo o Ditadura Nacional, che basava la sua filosofia politica su una stretta interpretazione della dottrina sociale cattolica.
Sulla scia del fascismo e del nazionalsocialismo già al potere in altri paesi, Antonio de Oliveira Salazar sviluppò un governo estremamente conservatore “contrario a tutte le forme d'internazionalismo, comunismo, socialismo, sindacalismo e tutto ciò che può dividere, minimizzare o disgregare la famiglia”.
A differenza di Mussolini o Hitler, Salazar non ebbe mai l'intenzione di creare uno stato- partito, era contrario al concetto di partito unico ma nel 1930 creò l'Unione Nazionale, che era di fatto un partito unico, fondata però ufficialmente come apartito.
L'Unione Nazionale venne istituita per controllare e frenare l'opinione pubblica piuttosto che per mobilitarla: l'obiettivo era rafforzare e preservare i valori tradizionali piuttosto che indurre un nuovo ordine sociale.
La costituzione corporativista venne approvata col referendum del 19 marzo 1933. Il Portogallo era ufficialmente neutrale nella guerra civile spagnola (1936-1939), ma fornì silenziosamente aiuto ai nazionalisti di Francisco Franco.
Durante la seconda guerra mondiale (1939-1945), il Portogallo rimase ufficialmente neutrale, dando la massima priorità ad evitare un'invasione nazista. Solo il 25 Aprile 1974, grazie alla Rivoluzione dei Garofani, il paese venne liberato dalla dittatura fascista di Antonio de Oliveira Salazar.
IL ROMANZO
La storia, ambientata nella Lisbona del 1938, è ritmata dall’espressione «sostiene Pereira» che, oltre a dare il titolo al romanzo, si ripete assiduamente come un intercalare e attribuisce la conoscenza dei fatti e dei sentimenti al protagonista stesso, mentre il narratore si limita a riportarli.
Agli albori della dittatura di Salazar, nell'infuriare della guerra civile spagnola alle porte, con il fascismo italiano sullo sfondo, Pereira è un ex giornalista di cronaca nera cui è stata affidata la pagina culturale di un mediocre giornale indipendente del pomeriggio, il Lisboa. Pereira ha un senso “mortuario” della cultura: predilige gli elogi funebri degli scrittori scomparsi, la letteratura del passato, i necrologi anticipati.
Pereira...si mise a pensare alla morte. Perché? Questo a Pereira è impossibile dirlo. Sarà perché suo padre, quando lui era piccolo, aveva un'agenzia di pompe funebri che si chiamava Pereira La Dolorosa, sarà perché sua moglie era morta di tisi qualche anno prima, sarà perché lui era grasso, soffriva di cuore e aveva la pressione alta e il medico gli aveva detto che se andava avanti così non gli restava più tanto tempo, ma il fatto è che Pereira si mise a pensare alla morte, sostiene. E per caso, per puro caso, si mise a sfogliare una rivista. [...]
Trova in Monteiro Rossi, un giovane di origine italiana, e nella fidanzata Marta, due bizzarri quanto improbabili collaboratori. Una collaborazione che porterà a uno sconvolgimento nella vita del vecchio giornalista, a una intensa maturazione interiore e infine a una dolorosa presa di coscienza della deriva autoritaria imboccata dal proprio Paese.
Se all’inizio dice: “Non è facile fare del proprio meglio in un paese come questo, per una persona come me, io non sono Thomas Mann“, alla fine Pereira si rivela capace di schierarsi politicamente contro le ingiustizie del regime.
Questo “risveglio” di Pereira e la sua evoluzione verso i valori di libertà, è sicuramente dettato dal suo spirito critico, ma accompagnato e accentuato dai personaggi minori: il cameriere Manuel, la portinaia Celeste e il dottor Cardoso.
La molteplicità delle anime che formano l'io è un concetto che ha avuto un ruolo importante nella storia del pensiero filosofico francese, particolarmente nel contesto della psicanalisi e dello studio della coscienza e dell'identità.
Alcuni filosofi/psicologi francesi che hanno esplorato questo concetto includono Théodule Ribot e Pierre Janet, che hanno sottolineato l'importanza della psiche come campo di forze in conflitto e la natura molteplice dell'esperienza umana.
Quale mezzo usa per ribellarsi? Quello di cui si è sempre servito: la parola. Pereira è un giornalista, un intellettuale che non potrebbe certo diventare un combattente armato (anche considerando la sua età).
A cambiare, dunque, è la sua concezione di letteratura, interpretata non più come un rifugio dalla realtà, ma come uno strumento per intervenire in essa.
Così, mentre il personaggio attraversa il suo arco di trasformazione, contemporaneamente anche il romanzo di Tabucchi si trasforma, ponendo una riflessione sul ruolo sociale di chi scrive e diventando esso stesso una sorta di manifesto politico letterario.
“Se loro avessero ragione la mia vita non avrebbe senso, non avrebbe senso aver studiato lettere a Coimbra e aver sempre creduto che la letteratura fosse la cosa più importante del mondo, non avrebbe senso che io diriga la pagina culturale di questo giornale del pomeriggio dove non posso esprimere la mia opinione e devo pubblicare racconti dell’Ottocento francese, non avrebbe senso più niente, ed è di questo che sento il bisogno di pentirmi, come se io fossi un’altra persona e non il Pereira che ha sempre fatto il giornalista, come se io dovessi rinnegare qualcosa”.
Pereira affascina per il suo modo di "non" essere un eroe, ma un intellettuale che si trova ad affrontare un regime autoritario, “ri”-scoprendo la propria coscienza civile. Tabucchi dimostra che anche il più piccolo gesto, compiuto dalla più piccola persona, non è assolutamente irrilevante per il sistema in cui la stessa vive.
L'ambientazione offre uno scenario per riflettere sull'autoritarismo, sulla censura e sulla resistenza.
Dunque un romanzo di formazione, nel quale si intrecciano sapientemente tre generi letterari: storico, psicologico e sociale.
Due premi nazionali come il Viareggio-Repaci e il Campiello e il Prix Européen Jean Monnet. Ventidue traduzioni all’estero.
Frasi Memorabili
“La limitazione della nostra esistenza mediante la morte è decisiva per la comprensione e la valutazione della vita”
”La filosofia sembra che si occupi solo della verità, ma forse dice solo fantasie, e la letteratura sembra che si occupi solo di fantasie, ma forse dice la verità.
“Non c'è niente di cui vergognarsi a questo mondo, se non si è rubato e se non si è disonorato il padre e la madre.
“Le ragioni del cuore sono le più importanti, bisogna sempre seguire le ragioni del cuore, questo i dieci comandamenti non lo dicono, ma glielo dico io.
“L'opinione pubblica è un trucco che hanno inventato gli anglosassoni… noi non abbiamo mai avuto il loro sistema politico, non abbiamo le loro tradizioni, noi siamo gente del Sud, e ubbidiamo a chi grida di più, a chi comanda.
INTRODUZIONE – I baffi del dottor Pereira (Andrea Bajani)
L'immagine di Antonio Tabucchi che tutti conosciamo, è quella di un uomo con i baffi e con gli occhiali. Eppure si era tagliato i baffi all'inizio degli anni Duemila, anche se è difficile datare con esattezza quando se ne sbarazzò.
Non mandò però il suo personaggio dal barbiere: lasciò che il Tabucchi disegnato restasse indisturbato e baffuto, mentre lui si applicava con schiuma e lama ogni mattina, mostrando al mondo la pelle liscia.
Davanti allo specchio, fece dunque un gesto profondamente letterario: dimostrò che autore e personaggio possono convivere nella stessa persona pur essendo differenti. Uno scrittore non è mai soltanto uno. E' doppio? Sarebbe solo una semplificazione per far tornare i conti.
Tabucchi scrittore sognatore, discepolo e traduttore di Pessoa (suo analogo baffuto, e forse non è un caso), o scrittore politico, post pasoliniano (senza baffi), guascone fustigatore di costumi e di ministri, persino sui giornali e in televisione? Sostiene Pereira, dice in fondo queste cose.
E' un romanzo ambientato nel Portogallo salazarista, nel 1938, prima che l'Europa fosse consegnata definitivamente all'epoca buia e sanguinosa dei fascismi.
Lo scrisse uno scrittore con i baffi nella sua casa di Vecchiano nell'estate del 1993 e fu pubblicato all'inizio dell'anno successivo, poco prima che l'Italia fosse consegnata a un ventennio di berlusconismo.
Pereira stesso, interpretato da Marcello Mastroianni nel film di Roberto Faenza, nell'ultima sequenza della pellicola si taglia i baffi dopo averli portati per tutto il film. Sostiene Pereira racconta semplicemente un piccolo grande gesto di libertà.[...]
IL FILM
Sostiene Pereira è un film del 1995 diretto da Roberto Faenza. È stato l'ultimo film di produzione italiana che vide la partecipazione di Marcello Mastroianni, che vinse il David di Donatello come miglior attore protagonista.

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