All’inizio della storia il narratore esamina alcuni giochi e le capacità intellettive che essi richiedono, si collega poi con lo straordinario acume dell’investigatore privato Auguste Dupin, il protagonista dei tre racconti.
1. I delitti della Rue Morgue
In una notte, al quarto piano di uno stabile in Rue Morgue vengono assassinate due donne. L’anziana Madame L’Espanaye viene trovata morta nel cortile interno orrendamente mutilata, con la gola tagliata. La giovane figlia Camille viene trovata strangolata e infilata nella cappa del camino. La porta dell’appartamento è chiusa dall’interno, i soccorritori che arrivano devono sfondarla, anche le finestre sono chiuse ermeticamente.
Nel salire i soccorritori hanno sentito le imprecazioni di un uomo in lingua francese e una seconda voce irriconoscibile che sembrava esprimersi in un idioma sconosciuto.
Dupin, che conosce bene il prefetto di Parigi, chiede di fare un sopralluogo sulla scena del delitto. E qui si reca, accompagnato dall’amico (il narratore).
Dopo una attenta ricognizione e dopo aver trovato un chiodo spezzato e una molla, capisce che l’assassino e uscito da una finestra. Inoltre esternamente poco lontano dalla finestra c’è il cavo di un paralume, comodo appiglio per scendere.- Dupin aveva da poco letto su un giornale di cronaca che un orango del Borneo era fuggito al suo padrone, un marinaio.
Chiaramente Dupin intuisce tutto e fa pubblicare un annuncio dove afferma di aver trovato l’orango smarrito.
Il marinaio, giunto a casa di Dupin racconta tutto: la fuga dell’orango, il suo inseguimento e gli omicidi perpetrati dall’animale. Il caso è risolto.
2. Il mistero di Maria Roget
Questo racconto ha una struttura diversa rispetto ai classici scritti di Poe: l’autore, ispirandosi a un fatto di cronaca accaduto a New York nel quale fu vittima una donna, Mary Cecila Roget, ambienta a Parigi una storia parallela in cui sempre una donna viene trovata morta proprio come l’analoga vittima americana.
Maria Roget, una ragazza molto bella, scompare una prima volta per ricomparire un po’ di tempo dopo dicendo di essere andata a trovare dei parenti, ma quando scompare di nuovo il suo cadavere viene ritrovato lungo l’argine di un fiume. La polizia che indaga per diverse settimane non viene a capo di nulla; è costretta a mettere una taglia sull’assassino e a chiedere la collaborazione di tutti per poter risolvere il caso.
Dupin, sempre seduto a casa sua in compagnia del narratore, e solo leggendo le notizie apparse su vari giornali di Parigi, ricostruisce i fatti. Da questo racconto emerge la lucidità mentale di Dupin.
3. La lettera rubata.
È il terzo racconto poliziesco di Poe che ha ancora protagonista Auguste Dupin, è molto ingegnoso e fu spunto di riflessione per Sigmund Freud e Jacques Lacan. Auguste Dupin e l’amico ricevono la visita del prefetto della polizia di Parigi che racconta di un caso di non facile soluzione per la sua delicatezza. Si tratta della sottrazione di una lettera da parte del ministro francese D.
Tutti i personaggi restano anonimi. Il ministro D. è riuscito a entrare in possesso della lettera con uno stratagemma. Il prefetto e la polizia hanno perquisito a lungo la casa del ministro ma non hanno trovato nulla.
Dupin, stimolato da un ricco premio , dalla disperazione del prefetto, ma soprattutto dalla amoralità del ministro D. capisce che il nascondiglio della lettera non deve essere cercato in luoghi oscuri. Egli infatti va a casa del ministro e la trova nello studio dove il ministro riceve le visite.
Dupin prende la lettera e lascia anche un biglietto che è anche una piccola vendetta per un torto che il ministro gli aveva fatto. Edgar Allan Poe si dilunga sulle varie forme di intelligenza e su come certe regole di ricerca non sino adatte quando si ha a che fare con personaggi di intelligenza acuta. La tecnica migliore per nascondere una cosa è quella di metterla in vista.
Interessanti i racconti e ancora di più gli approfondimenti sui personaggi. Il linguaggio, se si vuole è un po’ sorpassato, ma averne oggi...

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