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Visualizzazione dei post da aprile, 2022

Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea - Note di Angela Marina Codifava

Walter Benjamin- filosofo, scrittore, critico ebreo tedesco- distingue due forme di lettura: quella di consumo, improntata alle novità, che definisce da viaggio e quella colta che si legge e rilegge concentrati in solitudine per dare compiutezza a vite non vissute, definirei il libro di Suad Amiry da viaggio per l’architettura semplice con cui è costruito, e il linguaggio immediato e lineare che adotta. Quando lo proposi al gruppo, senza averlo letto, mi aveva incuriosito il titolo “Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea” che contiene una esplicita e ironica dualità per richiamare i due paesi. In effetti il libro è concepito in due parti che definiscono due momenti temporali: il prima e il dopo di una catastrofe, che viene simbolizzata da un abito inglese, nel prima, e da una mucca ebrea nel dopo. Questi elementi fungono da pretesto per raccontare le tragiche vicende dei due giovani protagonisti del libro, ma anche dell’ intero loro popolo nel momento storico della na...

Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea — Note di Serenella Barbieri

Riflessioni su Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea,  di Suad Amiry. Questo romanzo, all’apparenza una piccola storia d’amore, è invece una grande ricostruzione dei fatti storici che hanno portato la popolazione palestinese ad essere cacciata dalla propria terra. L’esergo del romanzo è una dedica commovente al padre dell’autrice e a tutti coloro che sono morti nella diaspora palestinese “fi il shatat”, mentre aspettavano di tornare a casa. La letteratura raccoglie le sfide della storia e sempre rende omaggio ai protagonisti delle grandi tragedie. La grande tragedia di cui si parla nel libro è la “nakba” che in arabo significa catastrofe e segna l’esproprio violento della terra palestinese da parte dello stato di Israele (che stava nascendo). Questo è un pezzo di storia che io non conoscevo. Vedo che ancora adesso l’esproprio non è finito e che i coloni ebrei si allargano sempre di più. Ricordo il giovane attivista-giornalista Vittorio Arrigoni che terminava ogni suo arti...