"io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere, e Glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura." Questo aforisma, riportato anche dall'edizione Mondadori odierna del romanzo suscita un'osservazione: nella collana “Oscar” dei romanzi di Calvino, viene sempre riportata una lunga biografia di 30 pagine e non in appendice, ma in posizione centrale, in questo caso tra la presentazione e il romanzo vero e proprio. Sembrerebbe quasi uno sgarbo all'autore, che a sue parole considerava la biografia quasi fastidiosa. Eppure, leggendola, in ogni singola tappa della sua vita c'è un pensiero, un'analisi, un ricordo che Calvino ha lasciato in una intervista o in un saggio o altri tipi di pubblicazioni. Quindi vien da dir...