Il racconto procede da una domanda che ogni uomo si pone prima o poi nella sua vita: “Noi viviamo per caso e moriamo per caso oppure viviamo secondo un piano preciso e secondo lo stesso moriamo?” La caduta, il 20 luglio 1714, del ponte che sulla strada che collega Lima a Cuzco permette di superare un precipizio, e la conseguente morte di cinque persone, costituisce l’occasione perfetta a Frà Ginepro per dimostrare come le sofferenze siano il frutto di una precisa volontà divina le cui ragioni sono tuttavia imperscrutabili. Ognuna di quelle vite era giunta alla propria perfezione e pertanto doveva concludersi. Per questo il fraticello conduce una sua personale indagine che lo porta “a bussare a tutte le porte di Lima, a fare migliaia di domande, a riempire un mucchio di taccuini”, catalogando fatti, aneddoti e testimonianze senza peraltro giungere a conseguire il suo scopo, di dimostrare con fatti precisi, “con prove chiare e sicure” che la vita umana è nelle mani di Dio. Il romanzo si...