Il libro raccoglie dodici racconti che, con linguaggio lineare ma ricco di dettagli e termini igbo, delineano un quadro nitido e complesso delle difficoltà integrative e del solco incolmabile che separa chi, di origine africana, si trasferisce negli Usa, visti come miraggio di fascino e benessere. Il tema già trattato in altri romanzi dall’autrice vale per tutti gli immigrati e gli esuli del mondo, volontari o costretti ad andare via dal proprio paese e a convivere con differenti culture. L’America, terra desiderata può trasformarsi presto in lacci, se non proprio prigioni, per le protagoniste delle storie del romanzo. Queste liberamente, o inviate come pacchi, sono costrette ad adeguarsi a canoni estetici e sociali che restano a loro estranei, che non capiscono e tanto meno potranno mai amare. Il legame alla terra nativa può permettere l’ adattamento ma non riesce spesso a diventare un buon vissuto, perché resta quella una stretta che soffoca quella cosa intorno al collo che non si ...